Il Tirreno

Versilia

Troppe finte separazioni per pagare meno tasse

di Donatella Francesconi
Troppe finte separazioni per pagare meno tasse

Il dato segnalato al Comune dal Sistema tributario toscano rende impossibile recuperare dalla seconde case gli sgravi di legge per le prime abitazioni

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VIAREGGIO. Lo chiedono i sindacati, il Pd, Sel, le liste civiche all’opposizione, e con loro i cittadini: domani si vota il provvedimento che porta al 2,5 per mille l’aliquota della Tasi sulle prime case, senza l’aggiunta i quello 0,8 consentito dalla legge sulle seconde abitazioni. Un’operazione che - è ancora la legge a prescriverlo - i Comuni possono mettere in atto per finanziare con quello che incassano in più sulle residenze non principali, le riduzioni sulla prima casa. Sarebbe bello - hanno riposto ieri mattina l’assessore Lorenzo Bertoli ed il ragioniere capo Salvatore Santoro - se vi fosse una certezza sui dati delle seconde case a Viareggio. E lo sarebbe ancora di più se la città non si trovasse nella condizione in cui l’ha descritta il Sistema tributario regionale. Che ha segnalato - ha spiegato Santoro ad una commissione bilancio nella quale più di un consigliere di maggioranza ha fatto finta di non sentire - «un eccessivo numero di nuclei familiari divisi». Un dato che fa parlare Santoro di «fenomeno tipicamente elusivo che andrebbe riscontrato». Insomma, non eccesso di libero amore, ma sistema per far risultare come prime case abitazioni che non lo sono e non lo sarebbero.

Il ragioniere capo, d’intesa con l’assessore Bertoli, tiene dritta la barra del lavoro fatto in questi mesi per far emergere il vero stato dei conti di Viareggio. Città nella quale - ha spiegato ancora Santoro - «c’è poca chiarezza sul sistema tributario locale». Al punto da evidenziare «la necessità di importanti investimenti per il sistema dei tributi così da colmare il gap». Non potendo contare su una certezza per le entrate delle seconde case, gravarle dello 0,8 in più per poi “sottrarlo” dalla prima casa fa sì che il risultato sia «un elevato grado di errore introdotto in quadro di difficoltà finanziaria esistente». Difficile sarebbe spiegarlo alla Corte dei Conti, in particolare dopo la voluminoso relazione frutto dell’ispezione del ministero dell’economia (Mef), e dopo l’ultimo verbale (5 settembre) dei revisori che sottolinea ancora una volta come la Viareggio patrimonio, società di riscossione dei tributi, abbia non riversato - e continuato a farlo - le somme tributarie e non riscosse per conto dell’Ente quale agente contabile. Somme per le quali - scrivono ancora i revisori (Limberti, Pucci e Suriano) - «va garantita all’Ente la tutela necessaria per il recupero di quanto versate dai cittadini e trattenuto dalla Viareggio Patrimonio».

In questo quadro e mentre l’amministrazione Betti ancora non sceglie la procedura finanziaria per governare i conti in rosso, «come consiglieri comunali - scrivono Chiara Bozzoli e Geronimo Madrigali (Sel) abbiamo degli obblighi nei confronti della città e di noi stessi. Chiediamo al sindaco e pretendiamo una risposta definitiva su cosa intenda fare da qui al 22 settembre, termine ultimo per dare una risposta alla Corte dei Conti».

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