Il Tirreno

Versilia

«Io, vittima di un agguato ho avuto paura di morire»

Il racconto del buttafuori aggredito da due persone in un parcheggio buio «Uno mi ha dato un pugno, ho reagito e poi mi sono sentito bucare l’addome»

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LIDO. «Ho avuto paura di morire». È una testimonianza drammatica quella di Alessio Cavalletti, 40 anni, buttafuori del Mora Mora. Venerdì notte dopo aver prestato servizio al locale di Lido di Camaiore si è avviato verso la sua macchina e li è stato accoltellato da due uomini. Ora è ricoverato all'ospedale Versilia in prognosi riservata: ha un buco nella pancia profondo 4 centimetri e i medici aspettano l'esito della Tac per capire se dovrà essere operato.

«Erano più o meno le tre - racconta Cavalletti - sono andato a riprendere l'auto che avevo parcheggiato in via dei Pini, all'incrocio con via degli Oleandri. L'ho aperta da lontano con il telecomando e mentre mi avvicinavo aggeggiavo al cellulare. A un certo punto ho sentito un rumore provenire dal lato destro dell'auto e mi sono affacciato pensando ci fosse un gatto. Invece ho scorto due figure che mi si sono avventate contro. Uno di loro mi ha dato un pugno. Anch'io ho cercato di colpirli e forse ci sono riuscito. Poi mi sono sentito bucare la pancia, proprio vicino all'ombelico. Sono caduto a terra e i due aggressori sono scappati in bicicletta».

Sono stati attimi drammatici quelli vissuti dal buttafuori: «Per fortuna non ho perso i sensi, altrimenti chissà come sarebbe finita - racconta Cavalletti - ho preso il cellulare e ho chiamato un mio collega che stava smontando dal servizio. Mi ha raggiunto subito e ha chiamato l'ambulanza che mi ha portato in ospedale».

Il giorno dopo il fatto, il buttafuori prova a dare una spiegazione a quanto accaduto: «Potevano essere dei ladri che stavano tentando di aprire l'auto - racconta - ma i colleghi e la polizia mi hanno detto che sulla macchina non ci sono segni di effrazione. Inoltre dalla parte in cui si erano nascosti sarebbe stato difficile aprire lo sportello visto che l'auto era ben accostata al muro di un albergo. Potevano solo rompere il vetro e forse stavano aspettando il momento giusto per agire. Non lo so. Chi erano? Era buio, ho visto solo due figure scure, non hanno parlato. Ho pensato che potessero essere stranieri perché sono fuggiti in bicicletta».

Un pensiero, però, si sta facendo strada nella mente del buttafuori: che non si sia trattato di un'aggressione casuale, bensì di un vero e proprio agguato: «Lo scorso anno era già stato vittima di un episodio simile - racconta - quando ho chiamato il mio collega glielo l'ho detto subito: "Mi hanno ferito come l'altra volta". Mi è venuto da pensare che qualcuno abbia voluto mandarmi un avvertimento».

Sul fatto indagano i poliziotti del nucleo anticrimine del commissariato di Viareggio: al momento non ci sono sviluppi.

Gianni Parrini

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