Il dolore
Fossi inquinati, scambio di accuse
La giunta accusa Mallegni, FI tira in ballo prefetto e Corte dei conti
PIETRASANTA. «Responsabilità politica evidente e pesante» rimarca l'amministrazione Lombardi. «Porteremo gli atti a Prefetto e Corte dei Conti» ribattono dal centrodestra. I divieti di balneazione, certificati e revocati e il ricorso all'acido peracetico alle foci dei fossi, manda in tilt i rapporti - già nulli - fra maggioranza e opposizione. Le dichiarazioni del sindaco sull'uso «improprio e sistematico»" dell'acido peracetico durante il mandato Mallegni hanno creato una scia polemica, veleni e molti punti interrogativi.
« La strategia dell'ex sindaco Mallegni e dei suoi sodali di FI è chiara: tutto quello che di buono è stato fatto (secondo loro) nell'amministrazione di centrodestra è merito degli amministratori. Tutto quello che non andava bene, dal disavanzo milionario all'uso dell'acido peracetico, è stata responsabilità di dirigenti e funzionari» fanno sapere dal palazzo. «Arpat ha già precisato come stanno le cose dal punto di vista tecnico e ha dato pienamente ragione a Lombardi: in realtà la scelta di usare o meno l'acido peracetico, al di là della mancanza di autorizzazioni, è stata una scelta strettamente politica. L'aAmministrazione Mallegni - rilancia la maggioranza - ha deciso di continuare a usarlo, mettendo il coperchio sui problemi reali, l'amministrazione Lombardi ha invece deciso di non “mascherare” la realtà, ha stoppato l'uso di sostanze non autorizzate e ha avviato una campagna di monitoraggio e di controlli assieme a una politica che ha portato alla firma di un accordo che prevede forti investimenti su fognature, depuratori e impianti di trattamento delle acque».
Di tutt'altra opinione il centrodestra. «Con Lombardi presidente del consiglio e presidente della commissione sanità, avevamo impianti di clorazione per evitare inquinamenti in mare. Mallegni sostituì il cloro con l'acido peracetico che era più consigliato dalle autorità sanitarie. Chi aveva la responsabilità di tali impianti era l'attuale assessore Pietro Bacci allora funzionario dell’Ufficio Ambiente e voglio sperare abbia fatto tutte le cose in regola, anche perché trattandosi di fatto gestionale la questione non compete agli amministratori - fa sapere il consigliere comunale Adamo Bernardi -. Tuttora la legge consente tali impianti. Ricordo che Mallegni ha realizzato, durante il suo mandato 40 km di rete fognaria, mentre l'unica fognatura fatta da Lombardi è quella progettata sempre da Mallegni e non realizzata in quanto non si poteva collegare finché non veniva realizzata la terza vasca al depuratore. Ebbene l'attuale sindaco non ha aspettato la terza vasca e ha buttato 220mila euro in quanto la fognatura di via dei Gigli è due anni che non è utilizzata. Lombardi spieghi il perché o porterò tutte le carte a Prefetto e Corte dei Conti».(l.b.)
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