Attenzione
Cittadella da valorizzare, ma per ora ci piove dentro
VIAREGGIO. «Che ci facciamo con questi pennelli?». «Diamoli alla Fondazione Carnevale, così li patrimonializzano». La battuta di uno dei tanti carnevalari che ieri mattina hanno ridato un po’ di...
VIAREGGIO. «Che ci facciamo con questi pennelli?». «Diamoli alla Fondazione Carnevale, così li patrimonializzano». La battuta di uno dei tanti carnevalari che ieri mattina hanno ridato un po’ di colore alla scritta sulla diga foranea in Darsena fotografa una triste realtà viareggina: la Fondazione Carnevale è, di fatto, un istituto senza capitale. O, quantomeno, con un patrimonio molto esiguo. Il primo a sollevare la questione fu un paio di estati fa l’allora commissario prefettizio Domenico Mannino che sottolineò: «Una Fondazione, per essere definita tale, deve essere dotata di un patrimonio». Che nel caso del Carnevale è limitato, udite udite, alle carrette dei carri. Da anni, soprattutto quando si avvicinano le elezioni amministrative, tiene perciò banco la discussione circa un’eventuale chiusura dell’ente che ha sede a Palazzo delle Muse. La Fondazione, come recita il suo vecchio statuto - a proposito: quando verrà pubblicata sul sito la nuova versione? - è stata costituita nel 1985 su iniziativa del Comune con l’obiettivo di amministrare i proventi della Lotteria del Carnevale, oggi cancellata. Senza riffa la Fondazione non ha più senso, secondo alcuni. Il sindaco Leonardo Betti ha annunciato che la struttura verrà profondamente riorganizzata già nelle prossime settimane. Ma le sfide principali per il futuro commissario della Fondazione sono altre.
La prima è di carattere pratico: sono state segnalate infiltrazioni di acqua piovana all’interno di alcuni hangar collocati sull’emiciclo nord della Cittadella.
La seconda è ben più complessa e riguarda la natura della Fondazione stessa, definita nell’articolo 1 del sopraccitato statuto «un Ente con piena capacità giuridica di diritto privato»: i più attenti ricorderanno la sentenza del Consiglio di Stato dell’ottobre 2010 che riconosceva alla Fondazione la natura di «organismo di diritto pubblico». La Fondazione fece poi ricorso alla Cassazione, che lo rigettò. In realtà la causa era già stata esaminata dal Tar che si era dichiarato incompetente, essendo la Fondazione Carnevale, appunto, un ente di diritto privato. E la Cassazione aveva ritenuto di non potersi esprimere prima di un nuovo giudizio del Tar, ovviamente ancora pendente. Un groviglio che nessuno ha mai provato a sciogliere in questi anni.
Simone Pierotti
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