Sicurezza
La Patrimonio? Un bancomat vuoto
Il presidente dei revisori dei conti del Comune: «Caricata di spese oltre il contratto di servizio»
VIAREGGIO. «La Viareggio Patrimonio è stata utilizzata negli anni come un bancomat senza soldi»: Daniele Limberti, presidente del Collegio dei revisori dei conti del Comune, parla chiaro mentre sale le scale del Municipio, di ritorno dall’ennesimo confronto con la società oggi presieduta da Gianluca Ruglioni. In ballo, ancora ieri, c’era la ricognizione sui 27 milioni che la società interamente partecipata dal Comune deve all’Ente pubblico: «Ancora non si riesca a capire come si è arrivati a queste cifre», afferma Limberti, che è tra i massimi esperti in Toscana di conti pubblici e dinamiche che li governano.
In realtà un’idea in testa, Limberti ce l’ha e la consegna al “Tirreno”, abituato com’è alla massima trasparenza: «Di anno in anno, da parte delle amministrazioni, si è detto alla Viareggio Parimonio di andare avanti a spendere ben oltre il contratto di servizio che la società ha con l’Ente pubblico». Contratto che supera di poco i sei milioni di euro. Certo, prima o poi - questa era la promessa - il Comune avrebbe coperto le spese. Peccato solo che non sia accaduto. O, almeno, non sempre.
Ed ecco, allora, che ne Piano operativo 2014 della società presieduta da Ruglioni oggi si legge: «L'esercizio chiuso al 31 dicembre 2013 evidenzia una perdita di 14.377.288 euro, derivante dalla differenza dei ricavi e dei costi di gestione». Quattordici milioni di euro che - ricorda Limberti - si sommano ai 27 che la società deve al Comune.
Era il novembre 2006 quando il “Tirreno” titolava: “Ondata di lavori in affidamento alla Patrimoniale”. E giù con l’elenco: allargamento di via dei Lecci, secondo lotto dell’asse di penetrazione, sottopasso di via San Francesco, rifacimento di piazza Shelley, piazza Santa Maria e piazzale Margherita in Passeggiata. «Sono solo alcune delle opere pubbliche - si scriveva - che la società del patrimonio sarà chiamata a realizzate. Già a partire dal 2007 e con le risorse derivanti dalle alienazioni delle aree portuali (il mercato ittico ed il prolungamento di via Coppino) e del 49% delle azioni della Viareggio Porto. In totale oltre 25 milioni di euro di investimenti, che passeranno dal bilancio comunale a quello della Viareggio Patrimonio». Le cose, nel corso degli anni, sono andate diversamente (ma non per tutte le operazioni). Fatto sta che - come ricorda l’ispettore del ministero dell’economia, Luciano Cimbolini - il 17 gennaio del 2007 viene firmata al convenzione tra Comune e Viareggio Patrimonio in base alla quale il personale dell’ufficio lavori pubblici (dirigente storico Riccardo Raffaelli) avrebbe lavorato per la Patrimonio, percependo dalla stessa il compenso per la progettazione al 2%. Somme che - lo ricostruisce il Mef - in realtà ha sempre pagato l’Ente pubblico.
Una bella “giostra”, non c’è che dire, per far contenti pochi e ritrovarsi poi, a danno della città tutta, nelle attuali condizioni.
Con sindaco e nuovo segretario generale Salonia impegnati a “raschiare” il barile, mentre Limberti ribadisce la cruda verità: perché non sia dissesto «servono subito 13 milioni da mettere sul bilancio, e così per gli anni successivi? Ce l’hanno? No».
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