Il Tirreno

Versilia

La consegna del “Torriani” nel segno di Alfredo Martini

di Franco Angelo Calotti
La consegna del “Torriani” nel segno di Alfredo Martini

Un pomeriggio emozionante alla Capannina di Forte dei Marmi al quale ha preso parte anche la figlia dell’ex ct della nazionale di ciclismo

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FORTE DEI MARMI. Il Premio Torriani è ormai una lanterna magica che, ai primi di settembre, spenti gli echi del solleone estivo, riverbera sulle pareti della Capannina i magici ricordi di un tempo passato, magari a veder passare il Giro d’Italia sulle strade polverose del nostro Paese, o ad ascoltare i ricordi dei grandi campioni. Esattamente come Fiorenzo Magni o come Alfredo Martini, due habitué che purtroppo non ci sono più di questa bella manifestazione che dal 1998 viene proposta da Gianni, Marco e Milly in ricordo di quel gigante che fu il Patron, e papà Vincenzo Torriani.

Proprio a Martini sono state dedicate le prime parole di questa serata che ha convogliato al Forte appassionati delle due ruote d’ogni età: «Alfredo - ha raccontato Auro Bulbarelli - proprio perché sapeva di non poter intervenire a quello che è stato per anni un appuntamento a cui teneva tantissimo, poche settimane fa scrisse qualche riga di ricordi su Torriani che volle chiosare con un “Vai Vincenzo, i grandi vincitori si chiamano come te, vedi Nibali” carico di affetto e di ricordi». E a testimoniare il legame è intervenuta Silvia Martini, la figlia che ha avuto parole commosse per l’affetto che il mondo ciclistico ha riservato alla scomparsa del suo celebre papà. E sull’ala dei ricordi e di un’evocativa e celebre canzone di Paolo Conte sono poi saliti sul palco un gruppetto di “ciclostorici” che in bici e abbigliamento d'epoca hanno rievocato all’inizio dell’estate, i cento anni della mitica tappa Lucca – Roma del 1914, la più lunga di sempre del Giro.

Il Premio è poi entrato nel vivo con il riconoscimento al giornalista Sergio Meda, nel ricordo di “Aldo ed Emilio De Martino” e con il tris d’assi che entrerà nell’albo d’oro del Torriani. Il primo e forse più noto al grande pubblico è stato Claudio Chiappucci, El Diablo, di cui è stato mostrato un emozionante video di quando, nel 1991, tagliò solitario il traguardo di via Roma in una perigliosa Milano-Sanremo proprio davanti alla vettura di Torriani.

Premio anche per Beppe Conti, oggi notissimo opinionista RaiSport, per ben 38 volte al seguito del Giro d’Italia. «Un sogno giovanile, quello di vivere un Giro, da giovane cronista che rivelai a Torriani nel 1974, il quale mi disse soltanto: “Perché vuoi fare il giornalista, vieni a lavorare con me, guadagnerai anche di più!”». Infine premio a Franco Iseppi già direttore generale della Rai e oggi presidente del Touring che Bulbarelli ha voluto anche ricordare come fautore del ritorno del Giro d’Italia tra le trasmissioni Rai, dopo una parentesi a Mediaset.

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