Il dolore
Crisi alla Incaba rischio mobilità per i dipendenti
CAMAIORE. Il grido d’allarme arriva direttamente dalla vetrina del negozio di San Concordio, a Lucca, da un cartello a sfondo rosa fucsia vergato a mano in cui le commesse chiedono alle famiglie «il...
CAMAIORE. Il grido d’allarme arriva direttamente dalla vetrina del negozio di San Concordio, a Lucca, da un cartello a sfondo rosa fucsia vergato a mano in cui le commesse chiedono alle famiglie «il sostegno per conservare la nostra professionalità».
Un grido d’allarme reale per le addette del negozio di giocattoli Incaba e Bimbomio. Dopo mesi difficili, trascorsi in un’altalena di turni di cassa integrazione in deroga adesso, non solo per il negozio di Lucca (6 dipendenti) ma anche di quello di Camaiore (28), il destino si comincia a delineare. Dopodomani, infatti, è in programma un incontro da cui i sindacati si aspettano novità sostanziali.
Il gruppo, spiega la funzionaria della Filcams Cgil lucchese Daniela Ricchetti che segue la vertenza, «ha prefigurato la possibilità di aprire una procedura di mobilità. Dall’altra, esiste anche un’ipotesi di acquisizione dei due punti vendita del gruppo da parte di un privato. In ogni modo, il sindacato cercherà in tutti i modi di far valere la volontà di conservare i posti di lavoro».
Se l’ipotesi di un nuovo acquirente si mostrasse fondata, potrebbero sussistere i presupposti, eventualmente, per aprire una procedura di mobilità ma volontaria, un modo in questo caso, spiega la sindacalista, di accompagnare lavoratori vicini alla pensione con tutti gli ammortizzatori possibili.
La situazione, non nasconde la funzionaria Filcams, è difficile. «A causa di una forte contrazione delle vendite il gruppo Incaba Giochi srl è in difficoltà a sostenere i costi del personale, a onorare le fatture dei fornitori. Ci auguriamo di aprire una trattativa equa, altrimenti faremo tutto il possibile per far valere i diritti dei lavoratori: dallo stato di agitazione allo sciopero».
Barbara Antoni
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