Il Tirreno

Versilia

Asse Palermo-Milano per l’opera d’arte rubata

di Donatella Francesconi
Asse Palermo-Milano per l’opera d’arte rubata

È originario del capoluogo lombardo l’antiquario denunciato per ricettazione La soddisfazione del parroco per il ritrovamento del fonte battesimale

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FORTE. Palermo-Milano passando per Forte dei Marmi: è la mappa dell’incredibile storia, a lieto fine, del fonte battesimale trafugato nel 1989 nella Cinquecentesca chiesta palermitana di S. Maria La Nova e ritrovato nel salotto della prestigiosa villa fortemarmina di un antiquario milanese. L’uomo è stato denunciato per ricettazione, nell’ambito dell’inchiesta condotta dalla Procura di Lucca (pm Elena Leone) dopo che una soffiata era arrivata ai carabinieri del Nucleo Patrimonio ambientale ed artistico di Palermo che hanno agito insieme ai colleghi del Nucleo di Roma. «Dopo trent’anni non ci speravamo più», è la voce di don Pietro Scaduto, parroco della chiesa depredata che sabato accoglierà di nuovo il fonte battesimale: «Quando i carabinieri mi hanno informato è stata davvero una gioia grande». Don Pietro non ha dubbi: «È stato sicuramente un furto su commissione». Stessa considerazione da parte di Ludovico Gippetto, presidente e ideatore del progetto “Wanted” nato nel 1992 per dare la caccia, distribuendo cartoline e foto per ogni dove, al patrimonio artistico trafugato: «È un’opera molto grande, molto pesante, un’opera importante. Non poteva essere stata sottratta per caso». Gippetto ricorda: «Il furto di opere d’arte vede all’opera vere e proprie organizzazioni criminali. Con un’attività seconda solo al traffico di droga».

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