Sicurezza
Più di 60mila scarichi non depurati
Un quarto degli utenti del gestore non è allacciato alla rete degli impianti
PIETRASANTA. Un quarto dei clienti di Gaia o non è allacciato alle fognature o ha degli scarichi fognari che non finiscono al depuratore. In totale sono 61.657 utenze. È quanto emerge da un censimento realizzato dal gestore negli ultimi mesi ed ora utilizzato per calibrare correttamente gli aumenti in bolletta: i 191mila che usufruiscono del servizio di acquedotto, fognatura e depurazione pagano 30 centesimi in più al metro cubo. I 12.734 che invece sono allacciati all’acquedotto e alla rete fognaria ma non usufruiscono della depurazione pagano 20 centesimi. Infine, i 48.884 che usano solo l’allacciamento all’acquedotto pagano 10 centesimi in più.
Aumenti a parte, una domanda sorge spontanea: dove finiscono gli scarichi di queste utenze? Una domanda semplice, ma che crea qualche imbarazzo nel corso della conferenza stampa di Gaia. «Si tratta prevalentemente di cittadini che abitano in zone di montagna – spiegano i tecnici del gestore – Alcuni hanno delle fosse biologiche, gli altri non lo sappiamo...». Una questione che in ogni caso non viene collegata agli sforamenti sulle acque di balneazione: «Gli scarichi della montagna non incidono a valle – spiega il direttore Paolo Peruzzi – Durante il percorso si verifica un naturale processo di autopurificazione che abbatte in maniera consistente le cariche batteriche».
Tornando alle polemiche di questi giorni e alle critiche che alcuni (compreso il sindaco di Camaiore Alessandro Del Dotto) hanno rivolto a Gaia per lo sversamento dei liquami nei fossi a causa della “bomba d’acqua” che ha messo in difficoltà i depuratori, il presidente Nicola Lattanzi, replica così: «Serve un maggior senso di appartenenza da parte di tutti. I Comuni sono azionisti di Gaia e queste critiche non portano a niente».
«Quando agli impianti arriva acqua tre volte superiore alla portata di magra è necessario che esca dalle fognature per non allagare il depuratore – spiega il direttore Peruzzi – Badi che non si utilizza un parametro a caso: con una quantità di acqua tre volte superiore al normale il carico inquinante viene diluito e la sua concentrazione diminuisce». (g.p.)
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