Il Tirreno

Versilia

Pasquinucci dà l’addio al Carnevale

di Donatella Francesconi
Pasquinucci dà l’addio al Carnevale

Dimissioni del presidente e dei membri del Cda: il sindaco sapeva del disastro dei conti a fine 2013 ma ci ha mandato avanti

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VIAREGGIO. È finita: Stefano Pasquinucci lascia la Fondazione Carnevale alla cui guida era arrivato un anno fa, a sindaco appena insediato, in un clima di euforia collettiva. Con lui se ne vanno Tiziano Nicoletti, Lorenzo Mazza, Luca Bonuccelli, Cristiana Gemignani, Enrico D’Alessandro, Renato Baldi. «Prendo atto delle dimissioni, e provvederò entro i primi giorni della prossima settimana a comunicarvi le nostre decisioni al riguardo»: così Leonardo Betti liquida a fine giornata la “partita” della Fondazione e del suo futuro.

«Mi ha colpito apprendere in questi giorni - così Stefano Pasquinucci nell’ultima uscita da presidente del Carnevale - che a fine 2013 il sindaco Betti sapeva che la situazione era difficile. Gli ho chiesto personalmente, nella riunione di lunedì sera, se fosse al corrente o meno e lui mi ha detto che non sapeva. Eppure l’allora ragioniere capo aveva inviato proprio al sindaco una lettera, il 13 settembre 2013, in cui si parlava di rischio dissesto. Peccato solo che la prima volta che, come Fondazione, ne abbiamo sentito parlare, sia stato il Venerdì santo di quest’anno. Dove ci fu detto chiaro che i soldi del 2014 non ci sarebbero stati dati». In quell’occasione - ricorda Pasquinucci con a fianco gli altri membri del Cda che hanno lasciato la Fondazione - il ragioniere capo Salvatore Santoro parlò certamente e diffusamente di stato di dissesto dell’Ente. Tanto che io stesso dissi a Betti “facciamo una conferenza stampa e davanti a tutta la città diciamo le cose come stanno”».

Così non è andata. Ed oggi - come si dice - “si contano i gambi”. Con il sindaco Betti convinto (comunicato del 19 agosto scorso) che la condizione di dissesto evidenziata da Nieri sia «completamente superata sia con l'assestamento di fine novembre, ma soprattutto col consuntivo 2013».

Pasquinucci - nel peggior momento del suo anno alla guida del Carnevale - alza la testa e dice netto: «È il momento in cui bisogna dire la verità. Ed invece vedo una mancanza di coraggio nel farlo». Dopo la lunga riunione della Giunta (con contorno di un mazzetto di consulenti) a Villa Borbone Pasquinucci ha sentito Betti al telefono: «Le risposte per la Fondazione non ci sono. Intanto si parla di liquidazione della Fondazione , che è da incoscienti». In realtà per il Carnevale, in Municipio, si sta valutando l’ipotesi di un commisariamento.

Enrico D’Alessandro va giù duro: «Il vice sindaco Romanini ci annunciò che dei soldi se ne sarebbe parlato ad ottobre e quando facemmo notare che era tardi e che così la Fondazione non avrebbe chiuso il bilancio entro il 30 settembre e sarebbe andata in liquidazione, la riposta fu “non ho detto ottobre a caso...”. È con immenso dolore che constato in che mani si trova la città...».

Non è stata da meno Cristiana Gemignani, tra i più convinti sostenitori del sindaco Betti in campagna elettorale: «Mi sono sentita dire “vi abbiamo dato le poltrone e voi ci ripagate chiedendo soldi. Se questa è la nuova politica...».

Stessi toni per Lorenzo Mazza: «Non possiamo stare ad aspettare gli equilibri del Pd in una maggioranza sempre più sgangheratache cerca di salvare le poltrone».

«Viareggio senza il Carnevale non è niente», tuona Tiziano Nicoletti: «E se la città non ha lo 0,7% del bilancio comunale da mettere nel Carnevale, allora deve chiudere. E chi comanda deve avere il coraggio di dire “non ce la faccio ad andare avanti”. Perché in queste condizioni siamo a rianimare un morto!».

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