Il Tirreno

Versilia

La città piange “Cavicchi” vittima del killer amianto

di Roy Lepore
La città piange “Cavicchi” vittima del killer amianto

Scompare a 63 anni Benedetto Cinquini, storico sindacalista dei cantieri navali Ex calciatore e carnevalaro, gli è stato fatale il mesotelioma contratto sul lavoro

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VIAREGGIO. Era malato da tempo, Benedetto Cinquini, ex storico sindacalista dei cantieri navali viareggini, conosciuto anche come Maurizio ma soprattutto con il soprannome di “Cavicchi”. E nella notte tra martedì e mercoledì è scomparso a 63 anni all’ospedale Versilia. Abitava al Varignano, lascia la moglie Teresa e i figli Vanessa e Dimitri. Lo ricordano, amici, conoscenti e colleghi di lavoro di tante lotte e vertenze sindacali negli anni in cui è stato membro dei consigli di fabbrica e poi delle Rsu nei cantieri navali Mb Benetti e poi Società Esercizio Cantieri. Massimo Braccini, segretario generale della Fiom Cgil Toscana lo ricorda come «un compagno generoso ed infaticabile, leale, serio, fiero combattente nel nome dei valori e contro le ingiustizie. Era consapevole della sua malattia che lo accompagnava da tempo, il mesotelioma pleurico, contratto proprio a causa dell’esposizione all’amianto nei luoghi di lavoro, come altri suoi colleghi. Benedetto ha affrontato tutto il periodo della malattia con lucidità e dignità, non rinunciando mai a battersi fino alla fine, anche se in pensione, per la sicurezza e prevenzioni nei luoghi di lavoro. Ci mancherà». Così Lamberto Pocai della Fiom provinciale: «Grazie a lui, al suo lavoro di raccolta di testimonianze e di documenti, anche i lavoratori degli appalti (circa 70) hanno visto riconosciuto il proprio diritto ai benefici previdenziali dovuti a chi è stato esposto all’amianto, materiale cancerogeno che per anni è stato largamente presente in tutte le fasi di lavorazione nel settore cantieristico navale, nella meccanica, nell’impiantistica elettrica e nella verniciatura».

«È stato un uomo che ha saputo trasmettere e insegnare la gioia di vivere - ricordano gli amici - conosciuto da tutti come grande amante del Carnevale: non a caso collaborava per l’insediamento degli stand al Carnevaldarsena e delle sue tradizioni, lo spirito del mattatore e nel contempo l’anima generosa e leale del migliore degli amici. La malattia da circa tre anni lo aveva debilitato fisicamente, ma non nel piglio». Secondo le sue stesse volontà le ceneri verranno sparse da amici e parenti a largo della sua Viareggio sulle note di “Come un coriandolo”. Un sentito ringraziamento da parte dei familiari è rivolto agli infermieri e al personale del reparto di nefrologia dell’ospedale Versilia. Fra le sue passioni, Benedetto “Cavicchi” aveva anche quella del calcio, che ha trasmesso al figlio Dimitri. Ha giocato nel Lido di Camaiore, fino in Prima categoria, poi nello Stiava e nel Massarosa. Era inoltre un grande tifoso del Viareggio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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