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Versilia

Fonte battesimale rubato ritrovato in una villa a Forte

Fonte battesimale rubato ritrovato in una villa a Forte

Blitz dei carabinieri del Nucleo tutela del patrimonio artistico: nella casa dell’antiquario, accusato di ricettazione, altri preziosi oggetti di origine sospetta

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FORTE DEI MARMI. Un mestiere invidiabile quello dell’antiquario: a contatto giorno e notte con le cose belle, le cose antiche, quelle che sanno trasmettere storie oltre che abbellire gli spazi della nostra quotidianità. Ma quando la passione per le preziose antichità supera la soglia del consentito quello che si rischia, quanto meno, è una visitina dei carabinieri. Che nello specifico, a Forte dei Marmi, hanno pescato con le mani nella marmellata, o meglio nel... fonte battesimale un conosciuto antiquario che, al commercio legale di oggetti antichi aveva affiancato, secondo gli inquirenti, l’attività di ricettatore. Nella sua abitazione, una villa di Forte, i carabinieri del Nucleo tutela del patrimonio artistico di Roma e Palermo hanno trovato un prezioso fonte battesimale del Cinquecento rubato 25 anni fa dalla Chiesa di Santa Maria La Nuova a Palermo.

Per la precisione il prezioso oggetto risale al 1547, come riporta un’incisione nel marmo del fonte battesimale. Come sia finito nell’abitazione dell’antiquario a Forte è tutto da stabilire. Intanto l’uomo è finito sotto indagine con l’accusa, per l’appunto, di ricettazione. Accusa che potrebbe aggravarsi se gli accertamenti in corso su altri oggetti ritrovati nell’abitazione daranno esito positivo. Nella villa, infatti, l’attenzione dei carabinieri è stata catturata anche da latri beni di grandissimo valore, a cominciare da bellissime stature romane e da preziosi oggetti ecclesiastici, sulla cui provenienza quali sono in corso indagini.

Particolarità di questo blitz dei carabinieri è anche l’origine dell’inchiesta, condotta dal pm di Lucca Elena Leone. A differenza di quanto accade al giorno d’oggi, dove spesso le idnagini prendono il via da intercettazioni telefoniche o indicazioni fornite, diciamo così, dai nuovi strumenti tecnologici a disposizione degli investigatori, a mettere la procura e i carabinieri sulla strada che porta alla villa dell’antiquario di Forte è stata una “soffiata”: una fonte confidenziale che ha suggerito ai militari dell’arma di fare una “visita” all'antiquario toscano.

Il fonte ritrovato è stato confrontato con le foto di quello rubato conservate negli archivi del Nucleo.

Sabato prossimo sarà riportato nella chiesa palermitana e posto sul basamento originario.

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