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C’è l’ok ai negozi nell’ex municipio

C’è l’ok ai negozi nell’ex municipio

Buratti ha deciso: al piano terra fondi commerciali e sul retro la biblioteca

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FORTE DEI AMRMI. La Biblioteca Comunale tornerà presto a Palazzo Quartieri – che diverrà una sorta di PalaCultura cittadino.

Con una novità, pur ventilata da mesi e già discussa anche con una certa vivacità per settimane nonchè lasciata come motivo di dibattito ad una commissione pubblica chiusa in tempi rapidissimi causa scarsa partecipazione: i fondi a piano terra affacciati su via Carducci avranno una destinazione commerciale.

Alla fine il confronto, comunque, c’è stato. Questa è infatti la soluzione trovata dopo l’incontro che il Sindaco Buratti ha avuto con il Gruppo d’Opinione di via Versilia, il Comitato “Biblioteca a Palazzo Quartieri senza fondi commerciali a piano terra”, Umberto Donati in rappresentanza dei firmatari per la Biblioteca a Villa Bertelli e due cittadini rappresentativi del territorio come Paola Nuti, e Vasco Franceschi.

Lo stesso Buratti ha convenuto che la decisione sulla destinazione del Palazzo non poteva più subire rinvii e così ha esposto le decisioni dell’Amministrazione Comunale che si tradurranno, a breve tempo, in una delibera.

La Biblioteca civica troverà così la sua sede al piano terra di Palazzo Quartieri nella zona che fu l’ufficio anagrafe, mentre i fondi affacciati su via Carducci avranno un destino commerciale.

La superficie sottratta alla Biblioteca verrà poi recuperata al primo piano dell’immobile e sarà dedicata esclusivamente alle attività d’istituto senza promiscuità con quelle del Consiglio Comunale, differentemente da quanto era stato prospettato in un primo tempo.

Altra novità annunciata dal sindaco a seguito del confronto con associazioni e cittadini sarà che la ristrutturazione del primo e secondo piano di Palazzo Quartieri sarà pagata e eseguita dal privato che si aggiudicherà con un bando, l’uso dei fondi commerciali, facendosi carico, quindi, di portare a termine i lavori e rendere l’intero palazzo agibile.

Non sono state avanzate, infine, precise, indicazioni sul futuro utilizzo del primo e del secondo piano, una volta ristrutturati, ma essendo stato confermato l’indirizzo di palazzo della cultura difficilmente vi torneranno, ad esempio, strutture come l’Azienda Multiservizi.

Va così in archivio una delle tessere del complesso puzzle legato all’utilizzo degli stabili di proprietà comunale sul quale da tempo si dibatte a Forte.

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