Sicurezza
Lutto cittadino a Forte per la morte di Tarabella
Scrittore, regista, autore di canzoni e di testi teatrali aveva inventato il teatro della pineta Pizzo di Giannino che, annuncia Buratti, a lui sarà intitolato
FORTE DEI MARMI. Emilio Tarabella è uscito di scena per l’ultima volta. E l’ha fatto, come i grandi dello spettacolo, sul suo palcoscenico, quello della Pineta “Pizzo del Giannino” (che era poi il nome di una sua invenzione del Dopoguerra per far ballare i fortemarmini, ndr).
È spirato alla veneranda età di 92 anni, ieri mattina alle 8,30, all’Ospedale Versilia, quando il suo cuore ha cessato di battere, ma in verità era già uscito di scena irrimediabilmente, per un terribile ictus, venerdì sera, poche ore prima dello spettacolo “Concludendo sul Centenario" con il quale avrebbe coronato uno sforzo enorme compiuto nei mesi scorsi per aiutare la comunità del Forte a celebrare i primi cento anni di vita del Comune.
«“Chissà se Emilio avrebbe immaginato di essere ancora fra i protagonisti del nuovo e più importante compleanno del suo paese?” avevo scritto nella presentazione della ristampa della rivista del Cinquantenario che Emilio aveva curato con rinnovata felicità ed entusiasmo appena lo scorso aprile – ha commentato ieri il sindaco Buratti - ed Emilio, dapprima incredulo, si era sentito letteralmente rimborsato della scarsa considerazione che aveva avuto nel 1964! Scherzo del destino ma missione compiuta, lasciarci proprio alla chiusura delle feste dei cent’anni!».
«Il mio ricordo di lui? - continua Buratti - Quand’ero bambino e lo sbirciavo all’opera nella sua soffitta a dipingere i cartelloni per il Carnevale, fino ad oggi quando veniva a propormi le sue idee che ho sempre sostenuto con entusiasmo».
«Forte dei Marmi perde oggi un protagonista inimitabile della vita cittadina, che aveva saputo conquistare il cuore dei suoi concittadini: dai coetanei fino ai tanti bambini con i quali, affettuosamente, anche nel suo ultimo pomeriggio di prove, stava preparando lo spettacolo di chiusura del Centenario. Quegli stessi bambini con cui di recente aveva vinto il concorso dell’Accademia di Livorno e che guardavano a lui come al nonno di Forte dei Marmi. Felice, gioioso, sempre propositivo e assolutamente autonomo, con la sicurezza di chi conosce quasi tutto della vita, Emilio, che rivendicava orgoglioso i suo natali ad Azzano, ci lascia un’eredità immensa di opere, libri, pellicole, video, musiche e canzoni. Lo ricorderemo – conclude Buratti - nell’unico modo che gli avrebbe fatto piacere, intitolandogli il teatro estivo del Pizzo del Giannino, che era una sua creatura. Dove da settant’anni faceva vibrare le corde del suo mandolino così come quelle della memoria e del ricordo di chi lo ascoltava incantato».
Enorme il cordoglio per la sua scomparsa anche nel mondo del Palio dei Micci con il quale a lungo aveva collaborato facendosi promotore, tra le altre cose, della nascita del Festival del Miccio Canterino.
Le esequie si terranno domani pomeriggio alle 15,30, nella Chiesa di Sant’Ermete, dove la salma giungerà già a mezzogiorno. E Forte dei Marmi ha decretato dalle 15,30 e per tutta la durata delle esequie il lutto cittadino. (f.a.c.)
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