Il Tirreno

Versilia

Viareggio Patrimonio: oggi incontro-chiave per decidere il futuro

di Donatella Francesconi
Viareggio Patrimonio: oggi incontro-chiave per decidere il futuro

Assemblea società-Comune riunita nel pomeriggio: in gioco ci sono quasi settanta posti di lavoro

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VIAREGGIO. Due giorni cruciali, per il futuro della città: oggi si riunisce l’assemblea dei soci della Viareggio Patrimonio (interamente partecipata dal Comune) e domani la Giunta inizierà un lungo confronto (in una sorta di ritiro in un luogo fuori dal Municipio) sullo stato dei conti che impedisce di chiudere il bilancio preventivo 2014 e porta dritti alla dichiarazioni di dissesto. Questa la realtà dei fatti. Al di là degli spot videoregistrati che hanno attirato una pioggia di critiche feroci: «Apprendo da una tale Lisa Ghilarducci (l’attrice dei video comparsi sulla pagina Facebook istituzionale del sindaco, ndr) che il dissesto non c’è - scrive David Zappelli, consigliere del Pd -. Ho capito male? Allora: chi è Lisa Ghilarducci? Quali sono le sue competenze? A che titolo parla? Riceve un pagamento? Da chi? Il sindaco lo dica una volta per tutte: siamo in dissesto? Io dico di sì: e allora basta! Non mi deluda più...».

Per l’assessore al bilancio, Lorenzo Bertoli, entrambi gli appuntamenti sono “bollenti”. Primo fra tutti quello con la Viareggio Patrimonio, il cui stato dei conti e le partite da riconciliare con il Comune sono stati oggetto di una fitta corrispondenza tra il ragioniere capo, Salvatore Santoro, ed il presidente della società partecipate, Gianluca Ruglioni. «Con la Patrimonio si parte da quanto dichiarato davanti al Prefetto nei mesi scorsi». Un accordo che prevedeva «l’approvazione del Piano operativo aziendale in assemblea (ma per essere attubile è necessario il voto del consiglio comunale, ndr) che ho definito come una sorta di Poa-ponte, che serve a dare continuità aziendale in un 'ottica di riassetto». Per l’amministrazione comunale, continua Betti, «c’è l’esigenza primaria di mettere in sicurezza la riscossione». Perché ciò accada ci sono tre possibili strumenti tra i quali scegliere: «Una scissione, una Newco o l’incorporazione di questa attività» in un’altra società. Detto ciò, però, «il presupposto all’origine di tutto - Bertoli è netto su questo - è fare chiarezza sulle partite non certificate tra Viareggio patrimonio e Comune. Abbiamo l’obbligo e il dovere di farlo».

In ballo, nell’assemblea di oggi, c’è il futuro di oltre sessanta dipendenti della società Viareggio Patrimonio, a proposito dei quali il presidente Ruglioni ricorda: «Con abnegazione e spirito di servizio, alcuni hanno rinunciato alle ferie per garantire la massima collaborazione ai cittadini. Non meno di 10mila sono gli utenti che hanno ricevuto assistenza solo per la Tari».

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