Sicurezza
Baldini: la Corte dei Conti intervenga subito
VIAREGGIO. «Il sindaco Leonardo Betti continua a dare prova di non voler tenere in alcuna considerazione quanto rilevato dai revisori dei conti, Mef e ragioniere capo, insistendo nel dribblare la...
VIAREGGIO. «Il sindaco Leonardo Betti continua a dare prova di non voler tenere in alcuna considerazione quanto rilevato dai revisori dei conti, Mef e ragioniere capo, insistendo nel dribblare la procedura di dissesto come inevitabilmente indicata da tali soggetti per, al contrario, insistere nel portare il Comune verso un bilancio preventivo che, dal suo punto di vista, ha il merito di mantenere tutte le poltrone del cerchio "tragico" al suo posto». Interviene così Massimiliano Baldini, capogruppo del Movimento cittadini. Che ribadisce: «Nei prossimi giorni saranno le forze di opposizione a preparare una memoria dettagliata e corredata di argomenti di prova per la Corte dei Conti, alla quale intendiamo ribadire formalmente che il sindaco e la sua Giunta non hanno nessuna intenzione di rispettare le prescrizioni ricevute dagli organi competenti in ordine allo stato dei conti pubblici e che, nel dissociarci da tale responsabilità, chiediamo un intervento urgente per evitare eventuali violazioni di legge ai danni dei cittadini e della città. Non è accettabile che, ai seri e fondati rilievi provenienti dal Collegio dei revisori (di nomina prefettizia) presieduti dal valente ed esperto presidente Limberti e da quelli forniti dall'ispettore del Mef, questo malcapitato primo cittadino affidi le repliche a ridicoli comunicati video - una sorta di "soap opera" frutto di qualche pseudo-genio della comunicazione - sulla sua pagina Facebook ». E non è accettabile «che il presidente della Patrimonio Ruglioni possa dichiarare che il "Mef non è la Bibbia". Perchè nei rapporti fra ruoli istituzionali e pubblici non è questo il metro ed il linguaggio da usare. E sulla Patrimonio (come sulle altre partecipate) prima o poi, qualcuno dovrà farla una bella indagine che ricostruisca il puzzle di nomine politiche di questi anni: un "poltronificio" trasversale ed intercomunale della politica, tanto voluto dall'ex sindaco Marcucci ma mai più abbandonato da nessuno. Che, oggi, rischia di fallire portandosi con sè tutto il Comune».
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