Toscana
Viareggio Patrimonio, parla il presidente: il Mef non è la Bibbia
«Ho trattenuto le somme pensando ai dipendenti» Il caso della scissione dell’azienda nel ramo riscossione
VIAREGGIO. «La relazione dell'ispettore del Mef, a mio modesto avviso, non è la " Bibbia "»: così Gianluca Ruglioni, presidente della Viareggio patrimonio, ha scritto al sindaco Leonardo Betti dopo avere appreso che il ragioniere capo Salvatore Santoro ha informato la Procura generale della Corte dei Conti del fatto che la società partecipata avrebbe trattenuto ulteriori 600mila euro. Ripropon endo un comportamento che l’ispettore del Mef ha dichiarato illegittimo a norma di legge, così come scritto dai revisori dei conti del Comune (Limberti, presidente, con Pucci e Suriano) e dallo stesso Santoro. Un “mantra”, quello del “non è la Bibbia”, che in questa estate di fuoco si è sentito spesso anche in bocca a Leonardo Betti. Il quale dovrà poi darne conto nell’ambito della inevitabile indagine della Corte dei Conti, successiva alla relazione del Mef.
Il sindaco - ricorda Ruglioni al telefono con il “Tirreno” - «Il sindaco Betti mi ha conferito l'incarico di amministratore unico della Patrimonio con il preciso incarico di costituire una società per la gestione e la riscossione delle entrate comunali allo scopo di rendere efficiente l'azione di governo, visto che i risultati della Patrimonio non erano neppure confrontabili con quelli di altre realtà esistenti». Una scissione, quella della Patrimonio, che - ricorda Ruglioni - per cui «la parte non inerente la riscossione sarebbe stata riassorbita dall’Ente entro il 31 dicembre 2013 o in un termine più lungo, come da programma elettorale del sindaco. Ciò non è avvenuto e il sottoscritto si è venuto a trovare nella condizione di dover amministrare una società che non è più in linea con i più recenti indirizzi giurisprudenziali in materia di società in house».
Nel frattempo è arrivato l’ispettore del Mef ed è “esploso” il caso Viareggio patrimonio: che non girava le somme riscosse al Comune al quale deve in tutto 48 milioni che diventano 28 con i 20 che il Comune deve alla sua partecipata. «Circa le somme che la Patrimonio dovrebbe restituire al Comune - continua Ruglioni, rispondendo così anche alla consigliera comunale Rossella Martina -ricordo che l’insorgenza di tale problema si riferisce a fatti anteriori alla mia venuta, che ho cercato di spiegare con le scritture contabili tenute dalla società, certificate da primaria società di revisione che si riferiscono in massima parte a quattro o cinque situazioni, a mio avviso, riscontrabili e chiaribili in una mattinata di attento lavoro». Ed ancora: «È giusto che il sottoscritto sia passibile di reato penalmente rilevante per aver trattenuto le ritenute erariali e previdenziali dei dipendenti e non avere la disponibilità delle somme per versarle agli uffici competenti?».
Resta il fatto che i revisori dei conti del Comune, il ragioniere capo e l’assessore al bilancio, fino ad un attimo prima di chiudere il consuntivo hanno detto e scritto a Ruglioni “fuori i conti”».
Dentro questa vicenda contorta per il passato come per il presente c’è il futuro di una settantina di lavoratori, impegnati nei vari servizi che la società gestisce: «L’opinione del ragioniere capo circa la messa in liquidazione della società è anche la mia», scrive Ruglioni. «Tuttavia vorrei che fossi chiaro fino in fondo. Cosa si intende per messa in liquidazione della società? Chiusura di tutte le attività compresa quella della gestione e riscossione delle entrate? Se è così non sono d'accordo». Perché - continua Ruglioni - «l’ufficio ragioneria non è in grado di gestire la riscossione delle entrate e pensare ad affidare a terzi un'attività del genere, sia esso Equitalia o "Anci-riscossioni" o altro soggetto, esporrebbe il comune di Viareggio ed i suoi cittadini ad ulteriori gravi ripercussioni».
Come nel “gioco dell’oca”, dunque, si torna al “via”, ovvero al motivo per cui il sindaco Betti ha scelto l’amministratore delegato della società di riscossione pisana Sepi come presidente della Viareggio Patrimonio. Forse perché solo a riscossione scorporata si alzerà finalmente il “velo” sulle partite contabili Patrimonio-Comune?
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