Sicurezza
spiagge all’asta, pressing sul governo
VIAREGGIO. C’è pioggia e pioggia. Quella detestata dalla Versilia, reduce da un’estate infame dal punto di vista del meteo, è fatta d’acqua. Ma anche l’altra, che è fatta di carta, non scherza. Già,...
VIAREGGIO. C’è pioggia e pioggia. Quella detestata dalla Versilia, reduce da un’estate infame dal punto di vista del meteo, è fatta d’acqua. Ma anche l’altra, che è fatta di carta, non scherza. Già, perché dopo il maltempo le aziende turistiche rischiano di vedersi recapitare una valanga di accertamenti dal Fisco. Colpa degli studi di settore, che evidenzieranno in molti casi una differenza sostanziale tra i fatturati dichiarati - che caleranno quasi ovunque - e quelli che l’Agenzia delle Entrate ritiene «congrui». Cioè non sospetti di evasione.
L’effetto degli incassi crollati. È un paradosso, che il Fisco si scateni dopo un’estate così. Ma se balneari, albergatori, ristoratori e commercianti non fanno che parlare d’altro in questi giorni, un motivo ci sarà. «Dopo un luglio da tregenda - afferma Carlo Monti, presidente dei balneari viareggini - agosto non è stato meglio. Confermiamo crolli negli incassi dal 30 al 40% rispetto alla stagione scorsa, che di certo avranno un effetto devastante sui conti di fine stagione. E sui fatturati dichiarati». Da qui la mannaia degli studi di settore. «Si tratta di strumenti - prosegue Monti - che valutano il rendimento di un’impresa in condizioni normali. Ma in casi eccezionali, come la disastrosa stagione appena trascorsa, finiscono per rappresentare una realtà distorta». Ancora più chiaro il presidente dei balneari di Marina di Pietrasanta, Daniele Mazzoni: «Il prossimo anno si rischia che tutte le aziende o quasi siano non congrue». Col risultato di scatenare una valanga di verifiche fiscali. Che potrebbero riguardare anche diversi hotel. «È inevitabile - afferma il presidente regionale di Federalbeghi Paolo Corchia - pensare che qualcosa dovrà cambiare, alla luce del flop dell’estate».
La richiesta di modifiche. Di qui la richiesta di rivedere i parametri degli studi di settore. Che così come sono, secondo gli imprenditori, non vanno. Anche se già in passato sono stati rivisti al ribasso per pesare gli effetti della crisi sulle imprese, la nuova richiesta è di inserire le conseguenze del meteo sulla redditività dell’azienda. «Ritengo necessario - ha scritto Fabrizio Licordari di Assobalneari in una lettera al senatore Maurizio Gasparri - che venga inserito nel nuovo studio di settore riguardante gli stabilimenti balneari, denominato WG60U, il parametro relativo alle condizioni metereologiche effettive, con particolare attenzione alle giornate di maltempo. Infatti non è pensabile di poter essere considerati non congrui se le giornate di maltempo sono predominanti su quelle soleggiate». Licordari chiede anche di prevedere un codice per i divieti di balneazione. Gasparri ha girato la richiesta al presidente del Consiglio Matteo Renzi.
I nuovi criteri. Sulla questione ci sono stati confronti anche tra le associazioni di categoria e la Sose, la società del ministero dell’Economia che elabora gli studi di settore. «Oltre al meteo - afferma Piero Bellandi, referente del sindacato Sib - sul tavolo c’è la possibilità di escludere dal calcolo del reddito il personale assunto per obbligo di legge (come il primo bagnino) e il materiale non utilizzato che viene tenuto come scorta negli stabilimenti. Le modifiche, se accolte, avranno effetto già da questo anno fiscale».
@matteotuccini
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