Trasporti
Comune al crac, rischio esodati
Un centinaio di dipendenti con il dissesto potrebbe andare a casa senza certezza della pensione
VIAREGGIO. Aver versato 39 anni di contributi previdenziali ma senza aver raggiunto l’età (innalzata) per avere diritto alle pensione: è la condizione nella quale potrebbero venirsi a trovare un centinaio di dipendenti di un Comune che non è giovanissimo per età dei propri dipendenti. È un’altra delle conseguenze possibili del dissesto al quale l’Ente pubblico viareggino sta andando incontro perché - lo ha detto chiaro in consiglio comunale l’assessore al bilancio, Lorenzo Bertoli - «siamo in una situazione di conclamata insostenibilità finanziaria». Il condizionale è d’obbligo: liberarsi dei dipendenti in questa condizione non è un obbligo dei commissari incaricati di “sovrintendere” all’uscita dal dissesto. La normativa dà loro la facoltà di decidere in questo senso. Certo è che la situazione dei conti viareggini lascia poco spazio all’immaginazione.
Il futuro di questi dipendenti sarebbe quello degli “esodati”: senza più lavoro e pensionandi ma senza riscuotere fino a quando non scoccherà il compleanno giusto. E ieri mattina in Municipio era questo l’argomento. Da scrivani a scrivania, di conteggio in conteggio, c’è chi ha avuto una doccia gelata nel realizzare che potrebbe essere tra coloro per i quali i commissari potrebbero prendere questa decisione lungo l’intero periodo della gestione del dissesto (cinque gli anni fissati per legge).
Un fulmine che rischia di fare numerose vittime. E che sottolinea, nel caso ce ne fosse ulteriore bisogno, con quanta lentezza sia stata gestita - e si stia gestendo - la vicenda dei pensionamenti possibile pre legge Fornero. Con la delibera di Giunta approvata solo il 5 agosto (se ne discute dall’autunno 2013), presentata il giorno successivo, nell’incontro avuto dal sindaco Betti con il magistrato della Corte dei Conti a Firenze, come il primo segnale concreto dei risparmi ai quale il Comune di Viareggio dimostra di volersi impegnare, ma pubblicata all’Albo solo il 26 agosto, senza però l’immediata esecutività, e dunque ricorribile fino al 10 settembre.
Una “frenatura” che ha girato per mesi intorno al futuro di Riccardo Raffaelli, ex dirigente dell’ufficio lavori pubblici smantellato dalla macrostruttura dell’assessore Laura Servetti. Raffaelli ha ricevuto in questi giorni la comunicazione dal segretario generale uscente (che lascia anche la delega al personale, dunque, avuta il giorno successivo all’approvazione della delibera sui pensionamenti) che lo informa del pensionamento da inizio dicembre prossimo. Ma quanto va accadendo in Municipio racconta il contrario. Visto che l’ex ufficio lavori pubblici è in fase di ricomposizione (manca solo un nome all’appello), dopo aver riacquistato da giovedì due geometri (Pierotti e Bresciani) che erano passati dal terzo piano del Municipio (da sempre con Raffaelli) all’ufficio casa. Ritenuti assolutamente indispensabili visti gli appuntamenti che attendono il Comune in fatto di opere pubbliche. Due su 44 - va sottolineato - di geometri, ingegneri, architetti dei quali il Comune di Viareggio dispone. «Molti dei quali - è il ricordo di Laura Servetti - accolsero con ritrovata fiducia la nuova organizzazione della macchina comunale che restituiva loro un ruolo a lungo negato. Dando un nuovo volto alla macchina stessa nel suo complesso». ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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