La manifestazione
Un crac da capogiro Ecco come lo pagheremo
Ai 53 milioni di disavanzo va sommato un lungo elenco di cifre mancanti I primi effetti del dissesto su personale, esenzioni, tariffe dei servizi scolastici
VIAREGGIO. Il disavanzo da 53 milioni ce lo portiamo nel portafoglio tutti. Ma se qualcuno pensa ancora che sia finita qui, è bene che abbia in mente le cifre snocciolate dal ragioniere capo, Salvatore Santoro, nella recente comunicazione alla Procura generale della Corte dei Conti.
Il maxi buco. Ai 53 milioni di disavanzo 2013 vanno aggiunti: 4 milioni di passività potenziali; 12 milioni di situazione debitoria rappresentata dal Consorzio Cav (rifiuti), più altri possibili 3,2 milioni per possibili oneri da contenzioso legale; i residui attivi non stralciati dal conto del bilancio per i quali sarebbe stato necessario aver accantonato appositi fondi svalutazione crediti (allo stato dei fatti inesistenti) per circa 21 milioni (somme da recuperare da Gaia, Viareggio Patrimonio, Viareggio Porto); le anticipazioni di tesoreria non restituite alla chiusura esercizio per più anni (circa 11 milioni); l'utilizzo di anticipazione di liquidità fornita dalla Cassa depositi e prestiti per pagare i debiti verso fornitori al 31 dicembre 2012 pari a circa 24 milioni; le somme «illegittimamente trattenute negli anni dalla Viareggio Patrimonio in violazione degli obblighi che incombono sul concessionario della riscossione e sugli agenti contabili», all’incirca per 27 milioni .
Quanto ci costerà. La somma dà le vertigini. E piomba con tutto il suo peso con il primo bilancio dell’amministrazione Betti, il preventivo 2014. Del quale ancora il ragioniere capo scrive alla procura della Corte dei Conti: «Appare impossibile allo stato attuale redigere il bilancio di previsione 2014 nel rispetto delle norme di finanza locale». Le stesse parole dell’assessore al bilancio, Lorenzo Bertoli, che non ha avuto paura di dire la verità di fronte al consiglio comunale riunito e ai tanti cittadini che l’hanno seguito: «Non riusciamo a chiudere il preventivo 2014 perché l’insostenibilità della situazione economica è conclamata». Dunque, il consiglio è di nuovo chiamato a votare: la delibera di dissesto, questa volta. Che apre la strada ai tre commissari previsti dalla legge. I quali hanno obblighi precisi e nessun limite temporale nel risalire indietro agli effetti di scelte amministrative sbagliate che ancora oggi pesino sul futuro dell’Ente.
Personale. Tra i primi tagli obbligatori, quelli sul personale: il Comune dovrà provvedere alla rideterminazione della pianta organica ed al collocamento in disponibilità del personale eccedente. E questo vale anche per la società partecipate come la Viareggio Patrimonio. Ad Alessandria, nei casi in cui sono state riscontrate irregolarità nelle assunzioni è scattato il licenziamento.
Tariffe. La tassazione a Viareggio è già al massimo, frutto di un anno di commissario prefettizio. Si metterà mano, dunque, alle esenzioni sulle tariffe, all’aumento di tutti i servizi a domanda individuale (primo far tutti il trasporto scolastico, ma anche le rette degli asili nido, la mensa), sarà rivista la soglia dell’esenzione per l’aliquota Irpef comunale.
Carnevale. Sul fronte delle spese, compreso il sostegno al Carnevale, poiché Viareggio arriverà al dissesto senza aver potuto chiudere il bilancio preventivo, la norma prevede che l’Ente possa operare, fino all'avvenuta approvazione dell'ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato, con un regime secondo cui gli impegni possono essere assunti nei limiti delle previsioni definitive dell'ultimo bilancio approvato ed i pagamenti in conto competenza non possono superare mensilmente l'importo di 1/12 delle somme impegnabili». Si va avanti, dunque, a piccolissime dosi...Solo così si esce dall’ubriacatura del passato.
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