Il Tirreno

Versilia

Cameriere accusano gli alberghi «Siamo trattate come schiave»

di Matteo Tuccini

Denuncia choc raccolta dalla Cgil: 2,50 euro per ogni camera, da dividere magari con una collega Il sindacato: «Lavoratori del turismo sfruttati, tra straordinari e contributi non pagati»

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VIAREGGIO. «Ci pagano in base alle stanze pulite. Per ogni camera fatta, la tariffa è di 2 euro e mezzo. Da dividere magari con una collega». La denuncia choc fatta da alcune cameriere ai piani contro gli hotel in cui lavorano viene raccolta dalla Cgil. Che la rende pubblica - omettendo per ragioni di tutela i nomi e cognomi delle denuncianti - allo scopo di evidenziare «la condizione di semischiavitù di lavoratori e lavoratrici del turismo in Versilia». Le cui condizioni, secondo il sindacato, nel corso di questa ultima stagione estiva hanno registrato un notevole peggioramento.

Le ore di lavoro in nero. È Valentina Gullà della Filcams provinciale a segnalare che «oltre alla già nota consuetudine della contrattazione del rapporto di lavoro al di là di quanto previsto dal contratto collettivo nazionale, in primis la forfettizzazione dello stipendio a fronte della rinuncia ai giorni di riposo e della disponibilità (leggi obbligo) a prestare innumerevoli ore di lavoro straordinario, dalle testimonianze che si stanno raccogliendo negli uffici della Filcams nella stagione in corso emergono pratiche allucinanti. Si parla - continua Gullà - di contratti di lavoro che spesso coprono una piccolissima parte delle ore effettivamente svolte, dando luogo ad un cottimo sempre più malpagato fuori busta e quindi senza versamento di contributi».

Gli abusi raccontati. Ci sono poi, secondo la Cgil, violazioni dei più basilari diritti dei lavoratori. Il sindacato sostiene di aver sentito raccontare dai dipendenti (o ex dipendenti) casi in cui il titolare dell’hotel ha negato loro il vitto, oppure gli ha riservato cibo avariato. Con un mancato rispetto delle più elementari norme igienico-sanitarie. «Inoltre - prosegue la sindacalista Gullà - ci sono numerosi casi di contratti stagionali che vengono interrotti prima del loro naturale termine, impedendo così ai lavoratori di raggiungere il requisito minimo per l’indennità di disoccupazione».

La questione cameriere. «C’è poi la nuova frontiera - prosegue il sindacato - dello sfruttamento delle cameriere ai piani, assunte con contratto stagionale apparentemente regolare, ma la cui retribuzione viene calcolata sul numero delle camere che vengono riordinate. La cifra? A volte addirittura 2,50 euro a camera, da dividersi magari tra due addette. Si tratta spesso di strutture prestigiose che oltretutto richiedono alti standard, per cui non si pensi che la camera possa essere riordinata in dieci minuti. E come se ciò non bastasse, troviamo che in busta paga le prestazioni sono retribuite sotto voci come diaria, con conseguente evasione fiscale e contributiva».

Le accuse del sindacato. «È chiaro a tutti - afferma Valentina Gullà della Cgil - che stiamo attraversando una crisi senza precedenti, come è chiaro che questa stagione è stata danneggiata anche dal maltempo (argomentazioni che molti imprenditori sono sempre pronti ad utilizzare per giustificarsi). Ma ciò che a noi è chiaro sopra ogni cosa è che nessuna ragione, se non l’oblio della ragione, può portare a tutto questo. Alcuni lavoratori si svincolano da questa morsa di ricatto e decidono di rivolgersi ai nostri sportelli, perché consapevoli che non si può più essere disposti a tutto. Ma nonostante la paura dei singoli, noi denunciamo comunque la situazione presente. Non potremo sempre fare nomi e cognomi, ma possiamo gridare vergogna a chi si è sempre arricchito sulle spalle dei lavoratori e oggi cavalca la crisi per paura di arricchirsi meno, macchiandosi di comportamenti che violano i più basilari principi di civiltà».

@matteotuccini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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