Il Tirreno

Versilia

Questa non è una storia a lieto fine

di Donatella Francesconi

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Il bilancio consuntivo 2013 approvato ieri con i soli voti della maggioranza ha tanti pregi, primo tra tutti quello di aver svelato un disavanzo da 53 milioni ancora in divenire. Ed un difetto: non si trasformerà in un principe azzurro che salverà l’amministrazione, la politica e la città. Nella favola triste che Viareggio sta vivendo non ci sarà un “vissero felici e contenti”. Perché dietro l’angolo c’è il dissesto. Senza scampo. Lo dicono i numeri.

All’alba del day after non ci saranno i soldi per il Carnevale, e nemmeno quel minimo vitale che in tanti attendono da mesi. Ci sarebbe bisogno di un bilancio preventivo per l’anno che va a finire. Un preventivo - è stato detto chiaro in consiglio e scritto nelle carte degli ultimi giorni - che non sarà possibile fare.

Senza lilleri non si lallera, si dice. E quella del sindaco Betti è un’amministrazione destinata a non “lallerare” per molto tempo, anche se continuerà ad occupare le stanze del Municipio. E non solo per i conti che non tornano e le casse vuote.

La relazione del ministero dell’economia, la Corte dei Conti, la sua Procura generale le indagini aperte, i fiumi di inchiostro versati in questi mesi dai revisori dei conti sono un coro assordante che canta una sola canzone: il sistema-Viareggio, con le sue partecipate, le alienazioni entrate e uscite per anni dai bilanci e mai realizzate, le gare campate in aria, le progettazioni pagate per opere mai realizzate, i soci privati ai quali garantire utili senza rischio di impresa, le troppe promesse qua e là, da oggi sono un film in bianco e nero visto alla tv. Come il mare di un inverno che per Viareggio si preannuncia come il più gelido della sua storia. Questo è quello che ci aspetta. La politica tutta non ne uscirà a testa alta se nega la verità: quella del passato come quella del futuro.

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