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Maxi richiesta danni al Festival Puccini

Maxi richiesta danni al Festival Puccini

Guerra dei marchi: il prof Colombini assolto dalle accuse Ora pretende da Fondazione e Comune 3 milioni di euro

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VIAREGGIO. Puccini e la guerra dei marchi, il professor Andrea Colombini, direttore artistico di Puccini e la sua Lucca, chiede un maxi risarcimento da 3 milioni al Fondazione di Torre del Lago. La vicenda era nata nel 2008 con la denuncia della Fondazione nei confronti del professore accusato di usurpazione del marchio. I legali del “Puccini e la sua Lucca Festival” hanno inviato ufficialmente la lettera di richiesta per il risarcimento dei danni - avanzata dal professor Andrea Colombini e dall'associazione culturale da lui diretta - alla Fondazione Festival Pucciniano. La missiva, spedita nella mattina del 26 agosto, è stata indirizzata anche al Comune di Viareggio e alla Regione toscana (area cultura, settore spettacoli).

Un atto dovuto, quello nei confronti del primo cittadino di Viareggio, dal momento che il Comune è ente fondatore e socio di maggioranza della fondazione. Nella nota - redatta dall'avvocato Chiara Bimbi - si legge che in tal modo l'ente è così «Debitamente informato della promuovenda azione legale». Il contenuto della lettera è chiaro: con la sentenza emessa dalla Corte d'appello di Firenze, e attualmente passata in giudicato, Colombini ed il Festival da lui presieduto e diretto sono stati assolti dall'accusa di aver usurpato marchi della Fondazione festival Pucciniano, perché – si legge - “Il fatto non costituisce reato”. Naturale conseguenza rispetto a quanto appurato è l'azione legale per ottenere il risarcimento dell'enorme danno patito: «In conseguenza dell'illegittimità dell'azione penale da voi promossa – scrive l'avvocato Bimbi – sono derivati danni rilevantissimi sia al professor Colombini, sia alla associazione culturale da lui presieduta, sia alla rassegna musicale ultradecennale da lui diretta, atteso il clamore che alla vicenda è stato dato da tutti i maggiori quotidiani, i mancati incassi, le spese sostenute ed il mancato accesso al finanziamento di fondazioni bancarie che, a causa della lunga pendenza del giudizio, si sono dovute negare. A ciò si aggiungano i danni di immagine derivati al professore ed al suo Festival, i danni morali e tutti quelli extrapatrimoniali».

La lettera si conclude con l'invito a risarcire, entro il termine di 15 giorni, la cifra di 3 milioni di euro per compensare il danno subito: in assenza di riscontri scatterà il ricorso alle vie legali. “I miei avvocati – spiega Colombini – agiscono nell'alveo del codice deontologico, offrendo la possibilità di una composizione extragiudiziale della controversia. Se così non sarà, non avremo timore ad iniziare la causa».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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