Il Tirreno

Versilia

Il duro attacco dei più giovani tra i consiglieri

VIAREGGIO. Due giovani uomini, simbolo di una classe politica viareggina decisamente diversa da quella delle passato: Max Bertoni, portavoce del Movimento Cinque stelle, e Stefano “Bobo” Genick,...

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VIAREGGIO. Due giovani uomini, simbolo di una classe politica viareggina decisamente diversa da quella delle passato: Max Bertoni, portavoce del Movimento Cinque stelle, e Stefano “Bobo” Genick, esponente del Partito democratico. Bertoni all’opposizione e Genick in maggioranza, il primo non ha votato il bilancio consuntivo 2013, il secondo l’ha approvato, anche da presidente della commissione bilancio. Ma toni e contenuti dei loro interventi sono andati dritti al punto: non solo le cifre, che non torneranno per anni, e dovremo conviverci; ma il “brodo” di un intero “sistema-Viareggio” da filtrare dalle impurità.

I mutui contratti come se non vi fosse un domani, i derivati, due quali in perdita, le finanza creativa che riesce a far credere di poter vendere il prolungamento di una strada (via Coppino) che finisce in mare: snocciola tutto questo l’intevento di Bertoni, decisamente cresciuto dalla sua candidatura a sindaco per i Cinque stelle nel 2013.

Parla delle «progettazioni sui lavori non compiuti, ma pagate ugualmente», il consigliere Genick citando quando disvelato dalla relazione del ministero dell’economia. E picchia duro quando sottolinea «singole condotte imputabili a dirigenti che sono al limite della legalità» e chiede alla politica «un controllo capillare, rigido e senza esitazione di sorta nei confronti degli stessi dirigenti».

Senza contare lo scandalo delle «consulenze esterne date senza evidenza pubblica sotto i limiti di legge di 40mila euro».

Mentre i due consiglieri diventavano giovani uomini, la politica che amministrava Viareggio portava questo in dote. La voce dei più giovani ce lo racconta, come a scuola nel tema “parla della tua famiglia”, ed è una fotografia impietosa di mamma e papà.

Donatella Francesconi

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