Sicurezza
Divorzio Mei-Pd in aula tra scuse e accuse di Favilla
Zappelli, invece, ci ripensa e vota il consuntivo. Sel più morbida col sindaco ma al momento del voto esce dall’aula insieme al resto dell’opposizione
VIAREGGIO. Chissà se all’interno della giunta Betti, quella più volte ribattezzata “degli avvocati”, alberga qualche esperto in tema di diritto di famiglia. Dal lungo pomeriggio che ha portato all’approvazione del bilancio consuntivo 2013 emerge senza equivoci la situazione da separati in casa che vivono Sandra Mei, consigliera del Pd che si è astenuta al momento della votazione, e il resto del partito. Del resto, è bastato assistere ai primi interventi per capire che non era giornata da ammiccamenti e coccole.
Emiliano Favilla (FdS) ha esordito chiedendo scusa per le sue parole forti contro Mei e David Zappelli, pure lui del Pd, entrambi additati come pedine manovrate dalla senatrice Manuela Granaiola in una sorta di complotto ordito contro la giunta. Zappelli, che poi voterà sì («Voglio dare un’ultima chance a Betti, ho avuto l’illuminazione girando per le strade del Varignano»), tira in ballo il sindaco e Mei affila le unghie («Quelle di Favilla sono scuse pilotate, chi è veramente la pedina tra me e lui?»). L’opposizione, su questa diatriba tutta interna alla maggioranza, un pochino ci sguazza. Ma poi l’intervento dell’assessore alle finanze Bertoli richiama tutti sull'attenti: c’è un bilancio da mettere ai voti. E allora via al valzer di interventi. «Responsabilità» è il tormentone. La invoca Luca Brocchini del Pd. E Massimiliano Baldini del Movimento dei Cittadini ne approfitta per dire che «sulla responsabilità non prendiamo lezioni da nessuno». All’estremità opposta della sua fila siede Rossella Martina di Viareggio Tornerà Bellissima. Che invece si concentra sul concetto di «onestà intellettuale», rinfacciando alla giunta di «non voler tirare fuori i problemi dell’ente» e di tacere «sulla certezza che a settembre sarà dichiarato lo stato di dissesto». Per FI parlano il capogruppo Antonio Cima («Basta accampare scuse, chi sbaglia deve andare a casa») e Alessandro Santini, ex presidente della Fondazione Carnevale sulla quale chiede lumi a Betti: «Che fine farà?». Poi c’è lo scontro tra Sel-Favilla. Il partito uscito a febbraio dalla maggioranza riconosce impegno e correttezza a Bertoli «ma non a tutta la maggioranza» e ritiene «tardiva» l’apertura degli ultimi giorni. E Favilla, evidentemente non pago delle frecciate di Mei e Zappelli, (ri)attaccare: «Da voi non ho mai ricevuto proposte concrete e alternative». Da annali il suo appello: «Io voto sì, voi fate un po’ come vi pare”. Buon per la giunta Betti che lo hanno seguito in dodici.
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