Sicurezza
Corsa contro il tempo per il Carnevale
Adesso sul “piatto” di Betti & C. c’è anche il fallimento della Fondazione. Lunedì un incontro urgente
VIAREGGIO. «Si farà nel 1961 il Carnevale di Viareggio?». Quella civetta del giornale uscita di tipografia dopo l’incendio che divorò i vecchi hangar di Via Cairoli se la ricordano in tanti a Viareggio, anche coloro che non erano ancora nati o non avevano ancora raggiunto l’età della ragione. Quel grosso pezzo di carta è rimasto da allora il simbolo dei dubbi e delle paure che spesso hanno accompagnato la manifestazione che ha reso celebre Viareggio nel mondo. E ora che il bilancio consuntivo 2013 del Comune è stato approvato l’interrogativo, puntualmente, si ripresenta.
Perché il 30 settembre, giorno in cui la Fondazione Carnevale dovrà chiudere necessariamente il proprio esercizio finanziario, è vicino. Volendo citare il titolo del carro con cui Gionata Francesconi debuttò in prima categoria 20 anni fa: “fate presto”. Che poi è quello che chiedono Fondazione e carristi.
«Lunedì ci riuniremo e chiederemo un incontro urgente con l’amministrazione, dalla quale ci attendiamo risposte anche in merito alle nomine legate al nuovo statuto» afferma Stefano Pasquinucci, presidente del cda della Fondazione. Che, incassata la fiducia di Betti dopo aver rimesso nelle sue mani il mandato presidenziale, tira dritto: «Dobbiamo andare avanti e chiudere prima di tutto il capitolo sul saldo del contributo per l’edizione 2014. E poi c’è da pensare al futuro». Pasquinucci si è sciroppato oltre quattro ore di consiglio comunale, nel corso delle quali l’assessore al bilancio Lorenzo Bertoli ha affermato che «18 partecipazioni per il Comune sono troppe». Nel calderone c’è anche Palazzo delle Muse. Ma su questo Pasquinucci non transige: «L’unica alternativa alla Fondazione Carnevale è la Fondazione Carnevale. Che dovrà essere rivista ma con l’intento di integrarla e migliorarla».
I carristi si erano riuniti martedì pomeriggio e avevano rafforzato il loro appello in favore dell’approvazione del consuntivo. «Non era una dichiarazione pro-Betti, bensì una scelta logica dovuta alla situazione venutasi a creare» tiene a precisare Fabrizio Galli, presidente dell’Assocostruttori. «Adesso dal sindaco Leonardo Betti ci attendiamo un cambio di passo e soprattutto un chiarimento sull’erogazione del contributo mancante e sulle strategie per non far fallire la Fondazione. Gli obiettivi da raggiungere sono già stati fissati da tempo, ora si tratta di mettersi immediatamente al lavoro per il bene della manifestazione. Ad esempio, dovremmo riuscire ad arrivare a quei finanziamenti esterni al Comune come è riuscito a fare il Festival Pucciniano».
I segnali, in tal senso, appaiono rincuoranti: «Ho sentito le parole del presidente della Regione Enrico Rossi, so dell’incontro con il ministro Franceschini e so che l’amministrazione comunale si sta muovendo su più fronti. Mi auguro poi che la presidenza onoraria conferita a Dario Fo possa essere un ponte per reperire ulteriori finanziamenti». Certo è che i carristi non si erano mai ritrovati a dover fronteggiare un'emergenza simile: «Già da qualche anno siamo in sofferenza, con bandi di concorso approvati in pieno autunno. Penso che ci siano tutti i presupposti per mantenere la manifestazione a un livello accettabile senza dover ricorrere a tagli sostanziali. Ma da qualche parte si dovrà pur ripartire». Anche perché - e con le citazioni dei carri per oggi siamo a posto - come ci ricordava lo struggente cigno di Arnaldo Galli “non si può fermare il tempo”.
Simone Pierotti
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