Gioco
Bilancio consuntivo approvato, tra dieci giorni sarà dissesto
Il provvedimento passa con tredici voti a favore. L’assessore Bertoli: è un momento drammatico
VIAREGGIO. «In autunno arriverà da pagare di tutto nelle case dei viareggini...Stiamo passando un momento drammatico. E ve lo stiamo urlando...». A Lorenzo Bertoli, assessore al bilancio, il compito di una relazione politico-amministrativa che nessuno vorrebbe fare. Seduto al suo fianco c’è Salvatore Santoro, ragioniere capo, da mesi con le mani fino al gomito nel fango della contabilità del Comune e delle sue società partecipate, argine di tutte le richieste che la politica crede di poter continuare a fare. Sognando - per dirla con le parole dell’intervento del consigliere Emiliano Favilla (Fds) - che la differenza tra commissario prefettizio e politica, sia che la seconda trova i soldi per il carnevale ed il primo, invece, no.
Al termine di un consiglio comunale lungo un pomeriggio il bilancio consuntivo 2013, con i suoi 53 milioni di disavanzo, viene approvato. L’opposizione (Sel, Pdl/Forza Italia, Movimento Cinque stelle, Movimento cittadini, lista civica “Viareggio tornerà bellissima”) lascia l’aula e non partecipa al voto. Con loro c’è Sandra Mei, giovane consigliera comunale del Pd che -per stare nel grande circo della politica - ha un difetto: troppo calata nella realtà . Lo dice lei stessa, lasciando la seduta e definendosi «cittadina tra i cittadini di una Viareggio che ogni giorno si accartoccia sempre più su se stessa». Ed allora, ecco l’appello al sindaco, a nome della città: «Non è più tempo di negare l’evidenza. Dì quale futuro ci attende. Perché spetta al sindaco ora indicare obiettivi da raggiungere e priorità».
Quando prende la parola il primo cittadino, i toni non sono quelli della politica. Perchè una cosa è certa: dopo il giro di boa di ieri niente potrà più essere come prima. Tanto che tocca proprio a Betti dare ragione all’opposizione che aveva posto domande precise: «Il dato del disavanzo è definitivo, mi chiedete: la risposta è no. L’indebitamento è più grave. E con il consolidato sarà ancora di più. Qui la città o muore o vive». Ma è ancora difficile riconoscere, senza avere paura, quello che - seduto tra il pubblico - dice l’ex sindaco di Pietrasanta, Massimo Mallegni: «In queste condizioni il ragioniere capo non può che dichiarare il dissesto già domattina».
Parole che Mallegni pronuncia dopo aver ascoltato attentamente l’intervento dell’assessore Bertoli. Che ha illustrato una «situazione finanziaria che presenta serissimi problemi di sostenibilità». Tanto «da non riuscire a chiudere il preventivo 2014 per insostenibilità conclamata». Dunque, «l’amministrazione non può che intraprendere una politica di rigore, sia delle entrate che delle uscite».
Nessuno - così Betti nel suo intervento da ragazzo che scopre tutto in un botto che l’adolescenza è finita - «si sarebbe mai immaginato che la situazione fosse questa». Eppure il primo cittadino è stato presidente di una società partecipata nell’ultima amministrazione del sindaco Marcucci, oltre che consigliere comunale per quattro anni quando al posto che oggi ricopre lui stesso c’era Luca Lunardini. E la Corte dei Conti è del 2006 che a Viareggio segnala che la spia della benzina è in riserva “secca”.
Fuori dalla porta del consiglio ci sono i lavoratori della Viareggio Patrimonio: in 66 lunedì non hanno ricevuto lo stipendio e gridano con quanto fiato hanno in gola “andate a casa!”. Lo fanno mentre parla il ragioniere capo Salvatore Santoro, che l’assessore Bertoli a fine intervento descrive come «un vero dirigente dello Stato al servizio della comunità». È lo stesso Santoro che al presidente della Viareggio Patrimonio ha scritto chiaro e tondo che la società partecipata deve al Comune 48 milioni di euro, ponendo la domanda delle domande: «Che utilizzo è stato fatto negli anni passati delle somme non riversate?».
Oggi è toccato alla Patrimonio, ma il rischio è che sia solo l’inizio: «Cinquecento dipendenti e 40 milioni di spesa non sono più sostenibili».
All’alba del giorno dopo, dove tutto è sempre un po’ più livido, per Viareggio sono in arrivo gli aumenti delle tariffe dei bus scolastici, degli asili nido, delle mense scolastiche, l’abolizione delle esenzioni per i cittadini meno abbienti, la riduzione della soglia di esenzione per l’aliquota Irpef comunale. Tutto questo, e altro ancora, in attesa del dissesto, “fantasma” dell’Opera del quale ancora il Partito democratico fa fatica a parlare.
In fondo, l’importante è chiudere la “partita” della Fervet con il suo contorno di appartamenti, rassicurare che si realizzeranno la nuova Passeggiata ed il completamento dell’asse di penetrazione (quasi venti milioni in tutto), e che sarà venduta la Viareggio porto. A questo serve la politica...
Donatella Francesconi
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