Sicurezza
Multe al catering illegale che serviva i venditori abusivi
Bliz di polizia e vigili a Forte: piatti di cous cous, insalate di riso, pane e bibite smerciati durante la pausa pranzo sotto il pontile e nelle piazze del lungomare
Un servizio di catering completo e quasi porta a porta rivolto ai venditori ambulanti che quotidianamente prendono d’assalto spiaggie e piazze di Forte dei Marmi. E ovviamente un servizio abusivo, esattamente come il commercio esercitato dai venditori in giro per il paese.
È quello scoperto e stroncato da un’operazione condotta congiuntamente dagli agenti del commissariato di Forte dei Marmi e da quelli della Polizia municipale della capitale del turismo vip versiliese. Operazione che ha portato al sequestro di un ingente quantitativo di generi alimentari e a pesanti sanzioni nei confronti degli improvvisati "imprenditori"ovviamente privi di qualunque autorizzazione per il commercio e la somministrazione di alimenti e bevande su area pubblica.
Tre i protagonisti del catering abusivo: due donne senegalesi e un cittadino italiano di origine marocchina. «Tre imprenditori improvvisati concorrenti tra loro - spiega il dirigente del Commissariato di Forte, Enrico Parrini - ciascuno specializzato nella commercializzazione di certi pasti». Le donne senegalesi vendevano soprattutto a connazionali. L’italiano di origine marocchina, specializzato nel cous cous, aveva invece una clientela più ampia: dai nordafricani ai cingalesi.
Ogni operatore del “catering abusivo” aveva una sua postazione: il pontile di Forte, la piazza dove sostano gli autobus sul lungomare e piazza Etterbeek. «All'ora di pranzo, in punti ormai divenuti di dominio pubblico - racconta Parrini - si presentano dei fornitori di generi alimentari, ovviamente senza le prescritte licenze commerciali e, tanto meno, senza le autorizzazioni sanitarie, che offrono, dietro modico compenso, prodotti alimentari cucinati e già confezionati in porzioni contenute in vaschette».
Originariamente, l'attività era semplicemente rivolta a poche persone, per lo più familiari. Le mogli preparavano i pasti per gli uomini impegnati nella vendita in spiaggia. Qualcuno però ha intravisto il business e la cucina si è ampliata.
I costi? Tutto sommato modici: 5 euro a porzione. Il menu? Piatti pronti freddi, come cous cous e insalata di riso, accompagnati da bibite, acqua e frutta. La media giornaliera, sulla base dei controlli di polizia, era di poco meno di 200 porzioni al giorno.
Sotto sequestro sono finiti 180 bottiglie di bibite, 163 confezioni monoporzione contenenti alimenti vari, soprattutto insalate di riso e cous cous, cocomero e frutta; 21 contenitori di salse, 25 filoni di pane, tre cocomeri interi e innumerevole materiale idoneo per la confezione e trasporto del cibo, nonché 8 borse frigo.
Per i tre è scattata una doppia multa. La prima (fino a 5mkial euro) per per commercio e somministrazione di alimenti e bevande su area pubblica senza autorizzazione. la seconda perchè i veicoli utilizzati dal “catering abusivo” non potevano trasportare alimenti.
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