Gioco
Accordo fatto sul bilancio ma torna tutto in alto mare
Betti disposto a cambiare radicalmente la giunta, i mal di pancia del Pd rientrano L’attacco di Favilla (Fds) alla senatrice Granaiola rimette in discussione il voto
VIAREGGIO. Credevo fosse accordo ed invece era un calesse...È il riassunto della giornata politico-amministrativa di ieri, ad un passo dal voto sul bilancio consuntivo 2013, atteso per oggi alle 14,30. Giornata che sembra chiusa alle 19,30 con il comunicato stampa del sindaco Leonardo Betti: disposto a rivedere la Giunta, con tanto di mandati rimessi nelle sue mani da tutti gli assessori del Partito democratico. Presa di posizione frutto della trattativa tra lo stesso Betti, la senatrice del Pd, Manuela Granaiola, il segretario del Pd versiliese, Giuseppe Dati con la “benedizione” del segretario regionale Dario Parrini.
Ma come in quelle partite che si vincono o si perdono al novantatresimo minuto, ecco il fallo da cartellino rosso: protagonista assoluto Emiliano Favilla, consigliere comunale di maggioranza, presidente della commissione attività produttive, esponente della Federazione della sinistra, lanciato a testa bassa verso la porta, buttato a corpo morto sul portiere. Sono le 20,50 quando la mail “sputa” la presa di posizione di Favilla: «Nessuno, sindaco compreso, parla su come sono andate, nella giornata di oggi, le trattative al Pd con la senatrice Manuela Granaiola e i suoi fedeli consiglieri. Anche se non si sa cosa si sono detti oggi sappiamo, invece, i complotti della senatrice che vanno avanti da tempo, per mettere in difficoltà il sindaco e la maggioranza, facendo l'occhiolino alle forze di opposizione, destre comprese. Naturalmente non vengono posti problemi di programma, ma solo di poltrone e di potere. Anzi di vere e proprie vendette personali contro alcuni assessori sgraditi alla senatrice perché non sono obbedienti ai suoi voleri». Il morso di Suarez a Chiellini, nei mondiali brasiliani di questa estate, in confronto è una carezza.
Immediata la reazione di David Zappelli, che nel pomeriggio si era detto convinto al voto sul bilancio consuntivo: «Ho inviato subito un messaggio al sindaco...Non sono davvero più così convinto...».
Sandra Mei, l’altra consigliera del Pd, l’aveva già detto pochi minuti dopo aver letto il comunicato del sindaco: «Non avranno il mio voto. Sinceramente, questa giornata mi ha nauseato...». Nell’immediato, pochi minuti dopo avere letto la presa di posizione di Favilla (la Federazione della sinistra esprime l’assessore al sociale Isaliana Lazzerini) Granaiola ha informato Giuseppe Dati, segretario versiliese del Pd, di quanto andava accadendo.
In realtà la difficile giornata pre voto si era via via andando sgonfiando come un sufflé. Da un documento «al quale non si può rivedere nemmeno una virgola», come dichiarava la senatrice Granaiola poco dopo 15 dopo l’incontro al fulmicotone con Betti, Dati, i consiglieri Mei e Zappelli e la segretaria del Pd di Viareggio, Elisa Montaresi, si era arrivati alla dichiarazione pre-cena del sindaco: «Mi rendo disponibile, da subito, a rivedere e a rafforzare la squadra di governo, ferme restando le prerogative accordatemi dalla legge, previa concertazione con tutte le forze politiche del centro sinistra». Prima dell’invio del comunicato Betti aveva a lungo incontrato Sel, alla presenza del segretario Dati, ricevendo però risposta identica a quella della sera precedente: «Sel non ritiene di poter partecipare all'approvazione del bilancio». Al termine del confronto, così il messaggio del sindaco: «Pur prendendo atto della posizione espressa da Sel, ritengo fondamentale la ripresa di un dialogo su nuove basi politico programmatiche condivise, anche per il tramite di un diretto coinvolgimento nella formazione della nuova squadra di governo».
Alla base dell’accordo il documento del Pd, approvato dall’assemblea di lunedì sera. Nel quale si parla a pagina 1 della necessità di «definire un piano di risanamento», salvo poi scrivere a pagina 4: «Subito dopo l'approvazione del bilancio, se le verifiche contabili ci diranno che non è praticabile con certezza assoluta il piano di risanamento dell'Ente, che sia concretamente e sicuramente sostenibile, sulla base di una dichiarazione di predissesto, oppure, se non si verifichi la assoluta certezza della sua sostenibilità, dovrà essere dichiarato immediatamente il dissesto». Come si dice, non c’è peggior sordo...
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