Sicurezza
Lo squilibrio di novembre non è sanato
La delibera in votazione domani lo dice chiaro. Per il sindaco, invece, tutto era stato risolto
VIAREGGIO. A novembre 2013, quando da mesi l’allora ragioniere capo Maurizio Nieri andava dando l’allarme sul dissesto in arrivo senza che il presidente del consiglio, Chiara Romanini, sentisse il dover di informare i consiglieri comunali come previsto dalla legge, il voto sull’assestamento di bilancio tutto purificò. Lo spiega il sindaco Leonardo Betti nella nota diffusa qualche giorno fa, a caso-Romanini scoppiato: «Quanto al merito della lettera, dal punto di vista della vita amministrativa del Comune le argomentazioni del dottor Maurizio Nieri non ebbero nessuna conseguenza perché completamente superate sia con l'assestamento di fine novembre, ma soprattutto col consuntivo in discussione in questi giorni in consiglio comunale».
Nieri aveva dato l’allarme, raccolto dal Collegio dei revisori dei conti che gli avevano anche dato una tirata d’orecchie (verbale del 26 novembre) per aver solo scritto e non agito, sulla necessità di riequilibrare uno «squilibrio di gestione pari a circa euro 4.384,580.28». Se non lo si fosse fatto - scriveva il ragioniere capo al sindaco nella lettera del 13 settembre 2013 - «si verificherebbe la condizione prevista dall'articolo 244 del Decreto legislativo 267/2000». Articolo che così recita: «Si ha dissesto finanziario se l'Ente non può garantire l'assolvimento delle funzioni e dei servizi indispensabili ovvero esistono nei confronti dell'Ente locale crediti liquidi ed esigibili di terzi cui non si possa fare validamente fronte» con le modalità previste dal testo unico degli Enti locali.
Oggi, il sindaco Betti, nel liquidare come «inutili polemiche» il caso della mancata informazione ai consiglieri comunali che, a suo dire, votarono un assestamento di bilancio che tutto aveva risolto, evidentemente non ha letto la delibera di consuntivo 2013 che tutto il Pd (l’appello del presidente Rossi, quello del senatore Marcucci) invita a votare. Se lo avesse fatto, forse non avrebbe firmato il comunicato del 19 agosto e per domani qualche grattacapo l’avrebbe. Perché nella delibera, votata in Giunta ed in commissione bilancio, il ragioniere capo Salvatore Santoro scrive: «Per tale disavanzo di previsione di 4.384.580,28 non sono stati adottati provvedimenti significativi di riequilibrio neppure in sede di assestamento e ciò in violazione del principio del pareggio finanziario complessivo (art. 162, comma 6, del Tuel), secondo cui il bilancio di previsione deve essere deliberato in pareggio finanziario complessivo, attraverso una rigorosa valutazione di tutti i flussi di entrata e di spesa». Ma non era tutto risolto? (d.f.)
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