Il Tirreno

Versilia

Spiaggia e locali low cost per i turisti “friendly”

Spiaggia e locali low cost per i turisti “friendly”

Torre del Lago, da ex capitale italiana del turismo gay, prova a ripartire con pacchetti a prezzi stracciati: 25 euro per due giorni di mare e divertimento

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TORRE DEL LAGO. Nel 2012, a ferragosto, Andrea Ricci si era rivolto una promessa: «Mai più così vuoti». Meno gente che nel resto della stagione. Il picco più basso per il Mamamia e il Baddy. La crisi conclamata della marina, il sogno del “friendly Versilia”, economia costruita sull’integrazione - gay ed etero nello stesso lungomare - sui bed and breakfast, i campeggi e la vita notturna a cielo aperto. Perciò il direttore Ricci con l’altro responsabile Diego Paolinelli, ha cercato la formula del rilancio: il pacchetto stile villaggio turistico, 25 euro mare e divertimento.

Il 2013 il test; quest’anno la campagna vera e propria. Twitter, ma soprattutto Facebook: belle immagini e slogan colorati: «Con questa cifra - specifica Paolinelli - ti offriamo il lettino al mare sabato e domenica, 2 aperi-cena sul mare e due bevute nei nostri locali dove puoi stare fino a chiusura». Spendere meno in Versilia per un weekend estivo è difficile. Certo, il pacchetto non è “all inclusive”, perché manca il pernottamento: il circuito creato quando ancora il consorzio Friendly Versilia era attivo - ora è rimasta solo la presidente dimissionaria, la trans Regina Satariano - non mette in rete b/b e campeggi. «Ma contiamo di ritirarci su nel giro di due o tre anni». Forse non basteranno per tornare all’epoca d’oro, all’inizio del millennio, quando per godere del divertimento sulla marina si era disposti a passare anche due o più ore in auto e a farsi qualche chilometro a piedi per raggiungere i locali. «Il calo - spiega Ricci - si è iniziato a vedere nel 2010. Ma la situazione è precipitata dal 2012, quando è esploso il problema delle licenze per il ballo in strada». La vera concorrenza per le discoteche ufficiali. «D’altronde - riprende Ricci - qui da noi non si paga biglietto per ascoltare la musica, per entrare, non c’è selezione all’ingresso come in alcuni locali in della Versilia. C’è libertà assoluta: ci si incontra, ci si conosce, etero gay, lesbische, trans, al di là dell’anagrafe e delle classi sociali».

Il clima è rimasto, addirittura al Mamamia c’è anche un palco dove ballano i bambini con le mamme. Ma i turisti si sono un decimo di quello che erano. «È anche la conseguenza della riduzione delle serate di apertura, decise con l’obbligo di abbassare la musica, di spegnerla in alcuni momenti a causa di divieti. Ci sono stati imposti orari, gli imprenditori - ammette Ricci - hanno ridotto gli spettacoli, gli investimenti». Una mossa controproducente, soprattutto perché tasse, imposte, canoni di concessione e mutui hanno continuato a correre.

Ecco perché dal 2013 qualcuno ha ricominciato (in modo timido) a investire. A provare ad attirare di nuovo l’attenzione dei media che nel 2012 avevano «smesso di parlare di Torre del Lago o ne parlavano in modo negativo». E sono nati così i primi pacchetti low cost. «Nei quali includiamo il mare formato villaggio turistico - insiste Paolinelli - con l’animazione, l’intrattenimento ad hoc, le persone che all’ombrellone chiedono agli ospiti che cosa si aspettano o vorrebbero trovare sulla spiaggia. Un modo per recuperare terreno». E turisti almeno dalla Toscana. Per l’estero il cammino è ancora lungo.

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