La manifestazione
Il sindaco alla conta dei voti
Al momento Betti non ha i numeri necessari mercoledì per l’approvazione del bilancio consuntivo
VIAREGGIO. «Siamo al dissesto e solo il sindaco Betti non parla chiaro»: David Zappelli, avvocato e consigliere comunale del Pd, nella conferenza stampa in Fondazione Carnevale, ieri mattina, è stato chiaro. «Betti si deve prendere la responsabilità di dire la verità: quello che chiedo è un atto di coraggio». Solo questo - sottolinea Zappelli con la forza di chi ha molto riflettuto in questi giorni - potrebbe fargli cambiare idea sul voto, ad oggi contrario, al consuntivo 2013, nel consiglio di mercoledì prossimo: «Commissario o Comune in dissesto sui cittadini hanno gli stessi effetti. E questo va detto». Tra le condizioni che pone Zappelli, anche «un rimpasto di Giunta, perché ho fatto la campagna elettorale con Sel e li rivoglio in maggioranza per raggiungere gli obiettivi di programma. Primo fra tutti, quello di essere un Comune virtuoso in materia di rifiuti, sull’esempio di Capannori». Da ultimo, ma non per importanza, il nodo della delibera dei pensionamenti del personale, dirigenti compresi. Approvata in Giunta il 5 agosto, portata al magistrato della Corte dei Conti il giorno dopo come primo passo verso il risanamento, la delibera a venerdì non era ancora firmata dal sindaco. Oggetto del braccio di ferro salva-Raffaelli, insomma, l’atto che apre al risparmio concreto di cifre importanti, è ancora una chimera. Senza alcuna motivazione credibile.
Quello che chiede Zappelli (e con lui Sandra Mei, giovane consigliera comunale che da mesi viene messa nel tritatutto senza scalfirla) è di aprire gli occhi sulla situazione reale. Descritta non dai giornali che, a detta del primo cittadino, altro non fanno che «gossip», ma dal ministero dell’economia, dai revisori dei conti, dal ragioniere capo del Comune, la cui relazione tecnica allegata al consuntivo è un manuale di pubblica amministrazione.
Fare finta di non vedere lo scoglio che si erge nel mezzo della navigazione continuando a pensare che sia la più belle delle sirene è quello che sembra fare il Pd di Viareggio. Che ha diffuso il comunicato della segreteria riunita venerdì: «A fronte di una città dove sono in crisi le attività che ne hanno caratterizzato fino ad oggi lo sviluppo e dove si registra una crisi sociale ancora più drammatica, lo stato delle finanze comunali impone che la “Politica”, con la P maiuscola, si prenda le sue responsabilità e ridefinisca un programma di legislatura capace di affrontare alcuni dei nodi strutturali della città alla luce delle mancanza delle risorse dell'amministrazione comunale per interventi significativi». Con quali risorse, la segreteria del Pd non lo dice. Ma, convinta di avere visto un quadro della situazione in cui c’è «la disponibilità di Sel di riavviare un colloquio con l'attuale maggioranza». Tanto da avanzare a Sel una proposta: «Riaprire un dialogo sul programma e sulle cose da fare piuttosto che sugli assetti di Giunta e successivamente discutere di questi con la massima disponibilità che lo stesso sindaco ha manifestato negli incontri sino ad oggi svolti».
Riuniti ieri pomeriggio, gli esponenti di Sel (la cui assemblea è convocata nuovamente per lunedì) affida la propria risposta a Geromino Madrigali (consigliere comunale): «Noi non chiediamo niente. Ma per portare avanti i programmi è necessaria una Giunta autorevole che oggi non c’è, e servono anche presidenti delle società partecipate più forti degli attuali. Per quanto riguarda il consuntivo, ad oggi, o non andremo in consiglio o voteremo contro. Non ci si può chiedere un voto, che è di fiducia, in queste condizioni».
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