Toscana
Trasferito il comandante della Capitaneria, scoppia il caso
La Versilia si ribella. Dura lettera dei balneari al Comando generale: "Paga per i manganelli in spiaggia". Protestano sindaci e politici
VIAREGGIO. La Versilia si ribella al trasferimento a Palermo del comandante della Capitaneria di porto Marco Alberto Iacono, che avverrà a fine settembre (a poco più di un anno dal suo insediamento a Viareggio). Una decisione inusuale, che è già stata contestata dai sindaci e da esponenti politici versiliesi. E che è oggetto di una lettera dai toni duri inviata dai balneari al Comando generale delle Capitanerie. In cui si fa riferimento esplicito al caso dei manganelli usati dai militari sulla spiaggia di Marina di Pietrasanta. E si fa capire, in maniera più o meno velata, che Iacono paga le conseguenze di quella vicenda.
La storia è nota: a inizio luglio scoppia una bufera sull’utilizzo degli sfollagente da parte degli uomini della Capitaneria per i controlli contro i venditori abusivi. L’esponente Pd Anna Graziani dice che a Lido un ambulante è stato manganellato per due volte. Ma quell’episodio è sempre stato smentito, e viene smentito anche oggi, dallo stesso Iacono.
Che gli echi di quella vicenda siano arrivati fino a Roma, è fuor di dubbio. Ma davvero può aver avuto peso su una decisione importante come il trasferimento di un comandante? I balneari della Versilia ne sono convinti: «Se è vero, come pare essere vero - afferma il presidente dei balneari di Marina, Daniele Mazzoni - che il comandante Iacono è stato trasferito perché faceva il suo lavoro, ascoltando le richieste del territorio e il grido di aiuto delle categorie su inquinamento e abusivismo, vorrebbe dire che qualche burocrate che non ama i problemi, ma che riempie questionari, ha vinto su chi lavora e su chi si interfaccia sul territorio. Chi decide spesso è lontano dalla realtà locale: Iacono ha raccolto richieste operative delle categorie e dei Comuni». Anche i consiglieri regionali di Fratelli d’Italia solidarizzano col comandante: «Saremmo curiosi di conoscere le motivazioni di questo repentino trasferimento: che il comandante Iacono, nell’espletamento delle sue funzioni, abbia dato fastidio a qualcuno?».
Lo stesso Iacono, interpellato sulla questione, sceglie il profilo basso. «I trasferimenti ci sono sempre stati e ci saranno sempre - dice - Si tratta di decisioni superiori a cui non posso che adeguarmi. Ci tengo a dire che il cosiddetto caso manganelli, su cui ho relazionato alla Procura della Repubblica, si è concluso senza una denuncia e senza provvedimenti disciplinari, né per me né per qualche mio militare. Lo preciso, ammesso che la vicenda possa avere avuto qualche peso nella valutazione del mio lavoro. Ci tengo, comunque, a ringraziare chi mi ha attestato la sua stima, cittadini e istituzioni: sono stupito e commosso di tanto affetto, che ricambio. È un segno che il nostro lavoro in questo anno di attività intensa è stato apprezzato».
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