Il Tirreno

Versilia

Romanini si scusa «Betti decida su di me»

di Donatella Francesconi
Romanini si scusa «Betti decida su di me»

Il vice sindaco: l’errore è mio, non girai la lettera del dirigente Nieri ai consiglieri Conteneva l’allarme per le condizioni di predissesto del Comune

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VIAREGGIO. «Sono a disposizione del mio sindaco e dell’interesse più alto della città»: Chiara Romanini, assessore e vice sindaco, rimette il mandato a Leonardo Betti nella lettera scritta ai consiglieri comunali e - solo per conoscenza - al primo cittadino. A dieci giorni dal caso sollevato dal “Tirreno” della mancata comunicazione - agli stessi consiglieri - della lettera ricevuta il 20 novembre 2013 dall’allora ragioniere capo, Maurizio Nieri, relativamente alle condizioni di predissesto dell’Ente. Romanini, dopo avere ammesso di averla ricevuta, e dopo la fiducia rinnovatale da Betti con una nota ufficiale, oggi scrive: «A sette giorni dal bilancio consuntivo “vero” che avrà delle conseguenze, le mie priorità sono quelle di garantire un futuro a questa città. Un futuro fatto di cose concrete, di risultati per la città. Capisco però che la dialettica politica poco ci sente dall’orecchio delle necessità. E parto chiedendo scusa: l’errore è mio, non ho girato la lettera ai consiglieri comunali».

Ma la lettera - Romanini su questo è determinata - «era senza protocollo, proveniente da un ragioniere capo cessato, “irrituale” perché consegnata a mano, in busta chiusa senza notifica. La lettera arrivò negli uffici il 20 novembre, io la vidi il giorno dopo perché lasciata in busta chiusa, bianca, senza notifica».

In queste due ricostruzioni, almeno due elementi non corrispondono alla realtà: quando Nieri scrive e firma la lettera è ancora in carica; la lettera riporta la dicitura della consegna, scritta a mano il 20 novembre, il che significa che nella posta dell’allora presidente del consiglio comunale è stata messa aperta.

«Appena vista, dopo il 26 novembre - continua la lettera di Romanini - ne parlai con l’assessore competente e alla prima conferenza dei capigruppo ne detti una veloce comunicazione perché non aveva un valore tecnico significativo». Era - è ancora Romanini - «il 30 novembre, il giorno stesso vennero approvati gli assestamenti». Alle 11 fu fatta la Conferenza dei capigruppo e subito dopo il consiglio.

Detto ciò, conclude il vice sindaco, «ammetto di essermi fidato troppo e di non aver girato a tutti i consiglieri la lettera, confidando nelle rassicurazioni ricevute e nel fatto che la relazione agli assestamenti (positiva) superasse la lettera (tardiva, irrituale). Se si ritiene - conclude Romanini - «che il mio lavoro non sia positivo, nel ruolo che in questo momento ho l’onore di svolgere, sono a disposizione del mio sindaco».

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