Lutto
L’odissea del ciuchino Pim Pom
La difesa del pellegrino francese: «Mai maltrattato l’animale»
VIAREGGIO. Si infittisce la vicenda di Pim Pom, il ciuchino del pellegrino francese Alain Hild, al centro di un vero e proprio... intrigo internazionale. L’asinello, lo ricordiamo, era stato fermato per la prima volta a Viareggio a giugno: le autorità avevano denunciato il padrone per maltrattamenti (l’animale era sofferente per l'eccessivo carico che era costretto a sopportare) e disposto il sequestro dell'animale, affidato a un maneggio a Torre del Lago.
Da allora ci sono stati numerosi colpi di scena, fatti di dissequestri e successivi nuovi sequestri nell’arco di pochi giorni, se non addirittura ore. Come accaduto mercoledì scorso, quando Pim Pom ha lasciato il maneggio per raggiungere Arles su un furgone, ma è stato intercettato dalla stradale di Chiavari in autostrada, perché nel frattempo il tribunale di Lucca aveva emanato una nuova ordinanza, chiesta dai volontari di una associazione animalista viareggina.
A dare una versione dei fatti diversa da quella di chi si è dimostrato contrario al ritorno in patria dell’animale è ora Massimo Farci, nominato dal pellegrino 72enne come delegato della proprietà di Pim Pom, che a bordo della sua auto ha seguito il percorso dell’animale lungo la Livorno-Genova. Contrariamente a quanto trapelato nei primi, concitati momenti, il pellegrino francese non era insieme all’animale: «Alain si trova in Francia da un mese: gli abbiamo pagato le spese di viaggio, ora attende di rivedere il suo ciuchino». Massimo è convinto che il proprietario non abbia mai maltrattato volontariamente Pim Pom, fatta eccezione per qualche lieve ferita dovuta al carico (che per i difensori di Alain non era affatto eccessivo).
«Il trasporto dell'asinello - sottolinea Farci - è avvenuto in modo regolare. Dopo il dissequestro della procura di Lucca siamo andati al maneggio con il furgone adibito a trasporto di animali vivi. Io ho seguito con l’auto il tragitto dell'autocarro, informando di volta in volta le Asl delle città competenti (Massa, La Spezia, Genova). Non solo: prima del viaggio l’asino è stato visitato dai veterinari dell’Asl di Viareggio che ne hanno constatato le buone condizioni di salute. Quando siamo stati raggiunti dalle autorità con l'ordine di sequestro, però, abbiamo dovuto fare marcia indietro».
Il tira e molla non fa che peggiorare le condizioni dell'animale. «La destinazione di Pim Pom - rivela Farci - non era la strada, ma una fattoria ad Arles, dove i tanti volontari avrebbero potuto provvedere ai suoi bisogni e dove Alain avrebbe potuto visitarlo ogni giorno. Invece siamo stati fermati per ciò che consideriamo un eccessivo accanimento nei confronti del pellegrino». Ora il caso passa nelle mani dell'associazione Emmaus di Arles, che da mesi sta aiutando il 72enne francese a riportare in patria Pim Pom.
Giorgio Carlini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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