Gli ex capigruppo smentiscono il sindaco sul caso Romanini
Citati da Betti come l’elemento chiave per confermare fiducia al vicesindaco lo smentiscono. E così i verbali
VIAREGGIO. «Se n’è parlato in generale...molto molto così...in maniera soft, in fretta e furia...Lettere in mano non ne ho mai avute»: è la voce di Isaliana Lazzerini, capogruppo della Federazione della sinistra nel novembre 2013 quando l’allora ragioniere capo comunicava a sindaco, presidente del consiglio comunale, assessore al bilancio, segretario comunale e presidente dei revisori dei conti che - ad un passo del voto sull’assestamento di bilancio - si era già in condizioni di dissesto. Nella presa di posizione ufficiale di martedì, il sindaco Leonardo Betti ha difeso il vice sindaco Chiara Romanini, all’epoca presidente del consiglio comunale, dall’accusa di non avere informato i consiglieri della comunicazione arrivata dal ragioniere capo. Ed utilizzava queste parole: «Permettetemi di esprimere la mai fiducia al presidente del consiglio di allora ed attuale vice sindaco. Mi riferisce che nella Conferenza dei capigruppo immediatamente successiva, la lettera fu letta ed i capigruppo di maggioranza me lo confermano. Tanto mi basta, conoscendo la persona, il suo rispetto per le regole e per il ruolo di garanzia legato alla carica che ricopriva».
Se fossimo di fronte ad un delitto, però, dovremmo constatare che l’alibi fa più acqua di uno scolapasta. Ed ecco perché.
Romanini riceve la lettera di Nieri il 20 novembre. Due le Conferenze dei capigruppo da lì al voto sull’assestato: 22 novembre e 30 novembre. In nessuno dei due verbali si fa la minima menzione, il minimo accenno, si inserisce mezza parola relativamente alla lettera. Il 22 è assente giustificata (a verbale) proprio Lazzerini. Il 30 è invece assente Giuseppe Vannucchi, oggi presidente del consiglio, ieri capogruppo di “Viva Viareggio viva”. Il quale, ieri, al “Tirreno” ha dichiarato: «La lettera del Nieri non l’ho mai vista. Gli uffici del consiglio mi dicono oggi che se ne è parlato nella Conferenza dei capigruppo del 30 novembre. Ma io non c’ero...». Quella riunione si svolse un’ora prima del consiglio. Come da verbale nel quale si legge solo: “Inizio seduta alle ore 11. Vengono definite le modalità di discussione e di svolgimento sul consiglio comunale programmato per il 3/12/2013: macrostruttura e riorganizzazione degli uffici comunali. Fine seduta alle ore 12”.
Andrea Strambi, oggi assessore, a novembre era capogruppo del Partito democratico. «Romanini ci disse della lettera», risponde al “Tirreno”. Ma alla richiesta di precisare quando, l’alibi già vacilla: «Mi pare nell’ultima Conferenza dei capigruppo, prima di andare in consiglio...il 25 novembre...». Per quella data la Conferenza venne fissata, però non si tenne. Ma Strambi lesse la lettera di Nieri? «No, non l’ho letta. Sapevo che c’era, ma non ho pensato di informare i consiglieri perché a Romanini era arrivata come lettera personale...». Ed anche questo è smentito dalle carte.
Insomma: nessuno dei capigruppo e dei consiglieri comunali, né di maggioranza né di opposizione, ha mai avuto tra le mani la comunicazione di Nieri o l’ha mai letta. Dunque, l’informazione dovuta per legge ai consiglieri comunali da parte del presidente del consiglio non c’è mai stata. Testimonianze e verbali alla mano.
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