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Versilia

Estate povera e bagnata Il mare non basta più

Estate povera e bagnata Il mare non basta più

Dopo l’allarme sulle presenze turistiche in calo anche per il maltempo i sindaci si interrogano sulle soluzioni: «Le potenzialità ci sono, sfruttiamole»

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VIAREGGIO. Facciamo un gioco. Mettiamo i sindaci della Versilia rivierasca allo sportello di un ufficio informazioni turistiche in un giorno di pioggia. Cosa risponderebbero alla domanda «che possiamo fare oggi?» posta da una famiglia di vacanzieri checerca uno svago all’asciutto? Umberto Buratti, sindaco di Forte, li manderebbe in giro per mostre tra Forte e Pietrasanta, a spasso tra i laboratori del marmo, nelle cave e nei paesi dell’entroterra versiliese, con relativa sosta in qualche ristorantino tipico per poi finire la giornata a fare shopping in centro. Domenico Lombardi, da primo cittadino della Piccola Atene, Pietrasanta, farebbe presto a dare l’indirizzo delle diverse sedi del polo museale pietrasantino «dove non piove» dice, e qualche mostra o evento non manca mai, neppure in bassa stagione. L’assessore al turismo di Viareggio, Andrea Strambi, accanto alla visita della Villa di Puccini, della Cittadella del Carnevale e dei musei suggerirebbe un giro a Lucca. E infine Alessandro Del Dotto, da buon camaiorese, alle proposte artistiche - tra mostre e laboratori - affiancherebbe un percorso gastronomico, magari a Gombitelli famosa per i suoi salumi.

Saranno soddisfatti i nostri turisti? Flavio Briatore, manager e patron del Twiga a Marina di Pietrasanta, direbbe di no. Secondo lui - come dichiarato di recente anche al Corriere Fiorentino - quando piove la Versilia mostra i suoi limiti: la mancanza di infrastrutture e strutture per accogliere un turista sempre più esigente. Ergo: se i turisti non vengoino non è per il maltempo ma per l’offerta non all’altezza delle aspettative. Eccetto, ovviamente, per il mare anche se i recenti casi di divieto di balneazione sembrano far traballare anche questa certezza. Insomma: il mare non basta più. E su questo anche i sindaci della Versilia sono tutti (o quasi) d’accordo con Briatore.

Regola numero 1: comunicare. Se il territorio offre alternative al mare o sono promosse e comunicate in maniera non idonea, come sottolinea Del Dotto, o sono insufficienti rispetto alle richieste. Lo conferma Lombardi che vive una doppia realtà sul suo territorio: Pietrasanta centro «che esplode di turisti internazionali» e la Marina «che vive troppo di eventi mordi e fuggi e non sempre ha strutture all’altezza delle aspettative». La ricetta? «L’ente locale deve fare la sua parte, ma anche il privato deve investire» dice Lombardi che con i colleghi Del Dotto e Buratti invita al confronto tra enti locali e imprese «perché anche oggi la Versilia è fatta di troppi campanili. Facciamo politiche di difesa che non danno prospettive in avanti».

Il gioco delle parti. Dal confronto con le imprese e dall’iniziativa del privato passa poi la possibilità di dare a chi sceglie le vacanze in Versilia, qualcosa di più. Ne è convinto Del Dotto: «Briatore ha delle idee? Io qui a Camaiore non l’ho mai visto ma lo incontrerei volentieri per parlarne. Abbiamo un concorso di idee per l’area di Bussola Domani, vogliamo valorizzare l’ex Arlecchino a fini turistici, c’è un progetto per un parco urbano per lo sport al Magazzeno. Deve essere chiaro, però, qual’è il ruolo dell’ente pubblico e quale quello del privato: non ci si può solo lamentare». Ci si deve, aggiungiamo noi, anche frugare nelle tasche, investire. E se i progetti sono compatibili con i piani del Comune...

Malati di burocrazia. Posto che i soldi ci siano, però, non è che il problema della qualificazione dell’offerta turistica sia risolto. La colpa del non saper offrire o non aver niente da offrire al turista oltre al mare per Buratti è anche della burocrazia: «Il turismo fa vivere questo Paese ma questo PAese fa di tutto per non far vivere il turismo - dice il sindaco di Forte - un imprenditore che deve investiore è costretto ad attendere tempi lunghissimi. E poi servono infrastrutture: in Versilia l’utlimo investimento fatto sul turismo è stata la costruzione, durante il Fascismo, del Centro congressi Principe di Piemonte che fu realizzato in soli sei mesi».

Oppure no: il mare ci basta. «È chiaro che in una località balneare si viene per andare al mare. Perché il turista vorrebbe alternative al chiuso? Ci sono forse altre località balneari che lo fanno? Se scelgo di andare al mare è per il mare - afferma Strambi che dissente dal parere di Briatore - E comunque in Versilia non mancano alternative al mare. Semmai mancano le risorse: per questo Comuni e privati dovrebbero lavorare maggiormente insieme». (v.l.)

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