Sicurezza
Del Carlo, nell’acqua arsenico e mercurio
VIAREGGIO. Arsenico e mercurio in valori che si discostano dalla media trovati da Arpat un campione delle acque dell’area portuale dove insiste il cantiere Del Carlo al quale la Capitaneria ha messo...
VIAREGGIO. Arsenico e mercurio in valori che si discostano dalla media trovati da Arpat un campione delle acque dell’area portuale dove insiste il cantiere Del Carlo al quale la Capitaneria ha messo i sigilli nei giorni scorsi. Ieri la Procura di Lucca (pm Lucia Rugani) ha concesso ai titolari, assistiti dall’avvocato Giorgio Paolini, la restituzione del cantiere «a condizioni che non si effettuino attività di sverniciatura e lavaggio delle carene nella parte inclinata degli scali a contatto con l’acqua». Se la sverniciatura viene effettuata in un’altra parte del cantiere - così la prescrizione - «si adottino le misure necessarie ad evitare gli sversamenti in acque marine dei reflui e dei rifiuti prodotti». Se così non sarà, il cantiere sarà di nuovo messo sotto sequestro.
Oltre all’arsenico e al mercurio (che si fissa nella filiera alimentare, e dunque nei pesci) le analisi di Arpat hanno trovata in quell’acqua (il cantiere si trova sulla bocchetta del porto che dà verso il mare aperto) rame, zinco, piombo e stagno: metalli per i quali si ritiene si sia in presenza di una reiterata contaminazione dei sedimenti.
«Le indagini continuano - spiega l’avvocato Paolini -: quelle della Procura e le nostre. L’inquinamento del’acqua può derivare anche dalle attività di lavaggio delle imbarcazioni fatte dagli equipaggi. E l’acqua in porto era così anche vent’anni fa. Comunque noi ci siamo affidati allo studio Sgrò e attendiamo di avere in mano le nostre carte».
Certo è che, in tempi di allarmi per la balneazione, l’acqua del porto imbottita di metalli pesanti non è cosa di poco conto...(d.f.)
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