La manifestazione
L’affare sul web finisce in truffa
Vendono un’escavatrice del valore di oltre 10mila euro ma in cambio ricevono un assegno rubato
SERAVEZZA. Attenti a vendere via internet. Se si tratta di qualcosa di importante, che costa migliaia di euro, meglio prendere non una ma dieci precauzioni. Perché il rischio di venire truffati è sempre dietro l'angolo. Ne sa qualcosa il signor Alfredo Bresciani, titolare dell’omonima ditta edile che ha sede a Seravezza. Insieme al figlio Matteo, che lavora con lui, ha messo in vendita su un sito internet specializzato in annunci commerciali una macchina escavatrice del valore di oltre diecimila euro. Non era la prima volta che i Bresciani ricorrevano a questo strumento per vendere qualcosa. Finora non avevano mai avuto problemi. Stavolta invece sono stati raggirati da una vera e propria banda che ha portato via l’escavatore lasciando loro in mano un assegno rubato, un pezzo di carta che non vale nulla.
Il fatto lo ha denunciato il signor Alfredo ai carabinieri. La truffa si è consumata nel giro di pochi giorni. Venerdì 8 agosto - occhio alle date perché sono importanti - un uomo risponde all’annuncio della messa in vendita della macchina escavatrice che la ditta Bresciani aveva inserito sul sito Subito.it. Si qualifica con nome e cognome, dice di chiamare da Fidenza in provincia di Parma, parla con accento emiliano. Contratta il prezzo e alla fine si trova un accordo: l’escavatrice verrà acquistata pagando 10.500 euro, tramite assegno circolare, che verrà consegnato al momento del ritiro del mezzo.
L’appuntamento per chiudere l’operazione viene fissato per il lunedì successivo ma slitta perché l’acquirente telefona spiegando di non essere riuscito a trovare un camioncino adatto per venire a prendere la macchina. Il giorno dopo idem e così mercoledì 13 agosto. Giovedì 14, la mattina, la situazione si sblocca: da un telefono cellulare il cliente avverte che ha finalmente trovato un corriere con tanto di camioncino che sarebbe arrivato nel pomeriggio nel deposito di Lido di Camaiore dove è parcheggiato l’escavatore.
Ma è la vigilia di Ferragosto, sull’autostrada c’è un gran traffico e così il corriere invece di arrivare nel primo pomeriggio, come annunciato, si presenta in Versilia all’ora di cena. Sul camioncino ci sono due uomini, l’autista consegna l’assegno circolare al figlio di Bresciani, prende la fattura, carica la macchina e riparte.
Ormai è tardi per incassare l’assegno, la banca è chiusa, bisogna aspettare il lunedì successivo. Soltanto allora il venditore si accorge di essere stato truffato: quell’assegno circolare risulta rubato anni fa durante una rapina alla Banca popolare di Novara, vi sono stati sovrimpressi la somma e il nome del ricevente, mentre tutti i dati forniti per la fattura - nome, cognome, indirizzo, codice fiscale dell’acquirente - sono falsi.
A questo punto ai Bresciani non resta che presentare denuncia, peraltro corredata da informazioni - il numero dei telefoni con cui hanno comunicato e la targa del camioncino su cui è stato caricato l’escavatore - che potranno essere molto utili alle indagini dei carabinieri.
Luciano Menconi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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