Il Tirreno

Versilia

Addio alle slot, per necessità

di Gabriele Noli
Addio alle slot, per necessità

Il titolare del bar La Gulfa: «Troppi rischi quando si tengono le macchinette»

2 MINUTI DI LETTURA





MASSAROSA. La decisione di privarsi delle slot machine, Giuseppe Albano - titolare del bar “La Gulfa” a Massarosa - l’ha presa più per scelta che per necessità. Sette anni fa un gruppo di ladri, con un furto in pieno notte, portò via le macchinette “mangiasoldi”, che lo stesso Albano aveva deciso di piazzare nel suo bar nel 2004.

Una storia che si è ciclicamente ripetuta pochi anni dopo: nel 2010 i nuovi proprietari ci riprovano, disponendo in un angolo del loro esercizio slot nuove di zecca. Che i malviventi fanno sparire per la seconda volta, dopo aver rotto la vetrata d’ingresso. Anche loro si convincono che sia meglio lasciar perdere e lasciare che i ludopatici si rovinino altrove. Albano torna a gestire il bar “La Gulfa” nel 2012. Ma delle slot machine, non vuole neppure sentirne parlare.

«Senza macchinette si evitano rischi inutili - dice - In fondo il guadagno giornaliero era piuttosto esiguo. Le misi prendendo spunto da tanti altri bar della zona».

Non era semplice capire che per molti, quello delle macchinette non era un semplice vizio, ma una potenziale malattia capace di recare danni - economici e nei casi peggiori affettivi - grossi come voragini, ai limiti dell'irreparabile.

Il bar “La Gulfa” sta di fatto vivendo l'alba di nuova era, seppur non proprio risalente ai giorni nostri.

«Questo posto è frequentato da bambini, ragazzi, famiglie e tanti lavoratori. Conosco praticamente tutte le persone che entrano, anche solo per chiedere un caffè: qui si respira un clima molto tranquillo», spiega Albano. Che ripensa ai tempi in cui, invece, il giro di clienti era ben diverso. In negativo. «Le slot attiravano persone poco raccomandabili, sia italiane, sia straniere - dice - Trascorrevano ore e ore davanti a quelle macchinette, spinte da un irrefrenabile voglia di guadagnare».

Una sorta di cono d'ombra, che di certo non poteva far piacere agli altri clienti.

Il bar “La Gulfa” ha tracciato una strada nuova, che sette anni poteva apparire in controtendenza, ma che adesso sta progressivamente trovando seguaci non solo in Versilia, ma anche in molte altre parti della Toscana.

I proprietari dei locali, tra un caffè ed una brioche, portano avanti la battaglia al gioco d’azzardo. Con decisioni drastiche, ma efficaci. E che migliorano la qualità della vita di tutti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa