L’opposizione chiede le dimissioni del vicesindaco
Non informò i consiglieri comunali della comunicazione del ragioniere capo sullo stato delle finanze dell’Ente
VIAREGIO. Il vice sindaco Chiara Romanini si dimetta: è la voce dell’opposizione, da Pdl/Forza Italia, a Movimento cittadini, Movimento Cinque stelle, lista civica “Viareggio tornerà bellissima” e Sinistra ecologia e libertà. «Non ha ancora una spiegazione ufficiale, ed è insostenibile, l’aver celato ai consiglieri comunali tutti la presenza della comunicazione inviata dall’allora ragioniere capo del Comune, Maurizio Nieri, in fase di approvazione dell’assestamento di bilancio 2013». Così Rossella Martina (“Viareggio tornerà bellissima”) ha esordito ieri pomeriggio, riferendosi al caso sollevato dal “Tirreno” dopo il ritrovamento della comunicazione di Nieri tra gli allegati all’esito dell’ispezione del ministero dell’economia(Mef). Comunicazione che disegnava in Comune in uno stato di predissesto che sarebbe stato evitato in una manciata di giorni a ridosso del voto in consiglio, il 30 novembre 2013.
«Ho avuto un breve confronto con Romanini - racconta Max Bertoni, per il Movimento Cinque stelle - che mi ha spiegato di aver portato la lettera di Nieri, informalmente, in una Conferenza dei capigruppo della quale non abbiamo memoria alcuna. Mi pare una scusa come quella dei compiti di scuola mangiati dal cane...Detto ciò, quanto accaduto è gravissimo. Soprattutto perché potrebbe aver portato alcuni consiglieri di maggioranza a votare il riequilibrio di bilancio senza avere tutte le informazioni dovute».
Una condizione in cui - sottolinea il capogruppo del Pdl/Forza Italia, Antonio Cima, «a chi ha votato mancavano gli elementi precisi che avrebbero potuto far variare il giudizio. Ed allora: quanti altri documenti ci hanno nascosto o ci stanno nascondendo? Il vice sindaco abbia il buon gusto di dare le dimissioni».
Massimiliano Baldini, per il Movimento cittadini, si chiede: «Non era protocollata la lettera? A parte il fatto che non rientra tra i documenti del Comune che lo richiedono, ma - anche fosse - chi si prende la responsabilità di non dare comunicazione di tale contenuto ai consiglieri comunali a pochi giorni dal voto e nelle condizioni descritte? Non aver messo il consiglio comunale al corrente di quel documento importantissimo mina il rapporto di fiducia tra consiglio comunale e Giunta. Perché non si può gestire la cosa pubblica senza avere la comunicazione necessaria. Quali garanzie di fronte ad una eventuale procedura di dissesto possiamo avere con questi presupposti?».
La Prefettura. I consiglieri dell’opposizione si sono riuniti ieri - ha ricordato una nota di Sel - in quanto «lo scorso 29 luglio ci siamo dovuti presentare in Municipio per ritirare, firmando, la notifica della Prefettura. Invece il consiglio si farà il 27, perché la Prefettura aveva “dimenticato” di avvisare anche il sindaco. Almeno: mi dicono così, perché io di nuove notifiche non ne ho ricevute», scrive Chiara Bozzoli. «Di fronte ad una notifica con minaccia di scioglimento del consiglio, perché così era scritto nell’atto firmato dal Prefetto Giovanna Cagliostro - è la voce di Antonio Cima - tirare fuori la scusa della non notifica al sindaco è una scusante assai poco credibile. Senza contare che l’assessore Bertoli, presente nella conferenza dei capigruppo del 7 agosto, ha indicato come ultima data proprio il 18 agosto. Segno che quantomeno aveva concordato la data col sindaco Betti. Il quale, dunque, era al corrente della notifica ai consiglieri». E Max Bertoni aggiunge: «Sostenere che l’intimazione del Prefetto non fosse nota al sindaco è una buffonata!».
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