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Versilia

Conti in dissesto già dal 2010

Conti in dissesto già dal 2010

La relazione del 2012: Comune assalito dai creditori in cerca di risposte

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VIAREGGIO. L’hanno chiamata “operazione verità” e l’assessore al bilancio, Lorenzo Bertoli, ancora ci si danna, spalla a spalla con Salvatore Santoro, ragioniere capo del Comune che più che mettere in luce i conti ha messo in evidenza e “scovato” le mille assurdità della finanza pubblica viareggina. Ma siamo sicuri che questa verità fosse così nascosta? È il maggio 2012 quando ancora l’allora ragioniere capo, Maurizio Nieri, scrive così all’allora sindaco Luca Lunardini e al direttore generale del Comune, Edoardo Rivola: «A fine 2010, come del resto evidenziato dalla Corte dei Conti nell'ipotesi di pronuncia specifica che verrà discussa in data 6 giugno 2012 eravamo tendenzialmente in dissesto finanziario». Nel 2011 - continua Nieri - «la situazione è leggermente migliorata pur non essendosi registrati passi positivi in termini di cassa». La situazione che lascia la caduta del sindaco Lunardini, di lì a poco, è così descritta: «Ad oggi, pur attestandoci ancora al massimo dell'anticipazione consentito, non è un segreto che siamo "assaliti" da più parti dai creditori, ai quali non possiamo dare risposte certe». E non c’è prospettiva di miglioramento, anzi: «Tale situazione certamente tende a peggiorare - scrive ancora Rivola - in quanto per fare pagamenti a residui utilizziamo fondi dell'anno corrente. Sapendo già a monte che poi ci troveremo in difficoltà con gli ultimi fornitori che saranno costretti ad attendere all'infinito, in quanto i nostri residui attivi, seppur esigibili, saranno riscuotibili non a breve».

A preoccupare di più Nieri, però, «è il bilancio 2012» per il quale le prime previsioni indicano «un preoccupante squilibrio di competenza di circa quattordici milioni». Uno squilibrio che sta ai cittadini riequilibrare: «Tale squilibrio dovrà essere recuperato o con tagli di spese o con incrementi di imposizione (Imu naturalmente, visto che tale imposta è l'unica leva sostanziale in mano all'amministrazione comunale). Non è pensabile, vista la situazione attuale - così l’altolà di Nieri - poter continuare a finanziare la spesa corrente con operazioni straordinarie, tranne che per quote ridotte e certe, che negli anni a venire saranno recuperate grazie alla diminuzione derivante dalla chiusura di piani di ammortamento di mutui a suo tempo contratti».

Niente di nuovo sotto il sole, è facile commentare pensando all’esito della relazione dell’ispettore del ministero dell’economia (Mef) arrivata a fine luglio scorso. Tanto che nella lettera di Nieri a sindaco Lunardini e direttore generale, si legge ancora: «Va precisato che proprio il ricorso ad operazioni straordinarie, che si protraggono ormai dal 2005, ha portato l'Ente nella situazione di disagio attuale, considerato il fatto che le spese correnti sano state sempre e comunque impegnate negli anni, anche a fronte di entrate non ricorrenti, inizialmente accertate e poi talvolta cancellate a residuo».

Quella del 13 maggio 2012 è l’ultima relazione legata alle condizioni di bilancio del Comune sulla scrivania del sindaco Lunardini (amministrazione di centrodestra), ma è anche la prima sul tavolo del commissario prefettizio Domenico Mannino, chiamato ad insediarsi nell’agosto dello stesso anno con i suoi sub commissari De Lucia e Giambalvo (Prefettura di Lucca) e Brusco (ammiraglio). «La situazione - così Nieri chiudeva la propria comunicazione - è fortemente critica e ha bisogno di interventi decisi ed immediatj, in quanto procrastinare una situazione di tale tipo può esclusivamente creare confusione e responsabilità sia per il sottoscritto, che, soprattutto, per gli amministratori ed i revisori, anche alla luce delle ultime disposizioni normative che hanno ampliato quanto già disposto dal Decreto legislativo 267/2000, articoli l45 e seguenti in tema di dissesto finanziario».

Uno spettro che aleggia dal 2010, dunque, su un Comune che altro non sa fare - ormai da dieci anni - che immaginare di incassare ciò che non venderà o non incasserà.

Il Piano di risanamento, se questa sarà la scelta di un’amministrazione che sta precipitando nel dissesto, in quanto erede di questo quadro, dica prima di tutto come si spezza la “catena di Sant’Antonio” degli incassi meno reali di quelli del Monopoli...(d.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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