Lutto
Carnevale estivo autorganizzato: cosa non ha funzionato
Documento dei promotori che puntano il dito sulla difficoltà di rapporti con la Fondazione di Pasquinucci
VIAREGGIO. Quanto è difficile organizzare qualsiasi cosa a Viareggio...È la prima cosa che viene in mente scorrendo il lungo documento che analizza la manifestazione con i carri in Passeggiata dell’agosto più triste, sia per il maltempo che per le incognite che pesano ancora sul Carnevale di Viareggio a causa dei conti del Comune in profondo rosso. Un documento che vuole essere l’occasione per una riflessione che parta da ciò che ha funzionato, dalle “falle” dell’operazione e da quanto potrà essere messo in campo per una migliore riuscita i un evento analogo.
Per capire quanto sia difficile e complicato, in questa città, mettere tutti i soggetti insieme anche in una situazione di emergenza - perché la Fondazione Carnevale non sarebbe stata in grado di portare in strada l’evento - basti un piccolo frammento dell’ingranaggio preparatorio: l’utilizzo di piazza Mazzini. L’idea del gruppo di organizzatori che si è rimboccato le maniche era quello di un palco del quale disporre gratuitamente e sul quale far andare in scena il gruppo dei Masnada a raccontare la storia del Carnevale, e della città, attraverso le canzoni. La Fondazione - così trapela dalle prime indiscrezioni sul documento - ha invece proposto l’installazione di un maxi schermo dal quale mandare alla piazza video delle manifestazioni passate, così da fare promozione. L’ipotesi di aver palco, canzoni e video è stata rifiutata dalla Fondazione di Stefano Pasquinucci e Gualtiero Lami. E non se n’è fatto di niente. Anche perché all’ultimo minuto si è saputo che per installare il palco sarebbe stata necessaria la convocazione la convocazione del Comitato provinciale della sicurezza. La Fondazione, per propria scelta, ha collocato un altoparlante attraverso il quale è stata commentata la sfilata.
Eppure, la riflessione è inevitabile, era stata proprio l’amministrazione Betti a promettere una sorta di vademecum con le istruzioni per l’uso in caso di eventi/manifestazioni. Così che tutti potessero avere le informazioni fondamentali senza perdersi nel labirinto della burocrazia...
Confronto difficile e tortuoso - questo emerge - anche sul tema delle sponsorizzazioni dei carri. Con il risultato che il costo per la sfilata è stato più alto rispetto a quanto preventivato. Senza che si sia riusciti a mettere niente nero su bianco, anche per fissare regole utili alle prossime iniziative analoghe. E definire accordi su carta tra la Fondazione (che è proprietaria dei carri) ed i carristi.
Che sul viale a Mare ci sono gli alberghi e che i clienti, ed i turisti in generale, sono distratti è noto. Ma in questa edizione della sfilata estiva si è deciso di non far muovere i carri dalla Cittadella fino a che non fossero state rimosse tutte le auto dal viale a Mare. Risultato: un ritardo pesante sulla tabella di marcia. Gli organizzatori ancora si chiedono come mai non si sono fatti arrivare i carri almeno all’altezza del Principe di Piemonte, così da richiamare partecipazione all’evento. Questo avrebbe anche permesso ai carristi di posizionare le maschere a bordo con la cautela necessaria.
Un ritardo - così si sarebbero espressi gli organizzatori - che ha poi avuto come esito lo slittamento di tutto lo spettacolo, con inizio della festa in Cittadella molto ritardato.
Insomma, luci e ombre di un primo esperimento che però ha dato soddisfazione in chi vi ha creduto. Ora, tra i meccanismi da perfezionare, anche quello della promozione dei gadget e delle iniziative di raccolta fondi tra i commercianti, che - quest’anno, lamentano gli organizzatori - hanno sofferto del mancato supporto della Fondazione stessa. E se un suggerimento per il futuro deve essere, che sia così formulato: maggior condivisione delle scelte e delle soluzioni da applicare al progetto sono ritenute necessarie per un miglior risultato complessivo.
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