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Romanini: sono solo formalismi

Romanini: sono solo formalismi

Il vice sindaco non informò i consiglieri sullo stato di predissesto

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VIAREGGIO. «Sotto quell'articolo c'è un mondo. Un mondo di bugie. Razionalmente vi pare possibile nascondere una cosa del genere? Ma la lettera l'avete letta? Ma non vi viene in mente che questi signori giornalisti stanno facendo giochi tutti loro (talvolta)? e comunque se credete a tutto vi dirò che gli asini volano....»: così dalla sua pagina Facebook il vice sindaco Chiara Romanini in riferimento all’articolo del “Tirreno” nel quale si riporta il suo comunicato stampa relativamente alla vicenda della comunicazione inviata a Romanini, all’epoca presidente del consiglio comunale, dall’allora ragioniere capo nel novembre 2013. Comunicazione che evidenziava lo stato di predissesto del Comune, al punto che i revisori dei conti del Comune, ricevendo la stessa informazione, ritennero addirittura che Nieri avrebbe dovuto automaticamente informare la Corte dei Conti.

Vediamo, dunque, nel ricostruire la storia nel suo complesso se gli asini volano o camminano. A meno che Romanini non possa spiegare diversamente da come ha fatto fin qui come è andata. «Sono a precisare che ricevetti la lettera datata 18 novembre 2013 dell'allora dirigente dell’area Risorse finanziarie, dottor Maurizio Nieri, ma che era non protocollata ed in busta chiusa, modalità del tutto anomala per una missiva che poneva alcuni problemi in ordine al ripristino degli equilibri di bilancio 2013, a quel tempo in discussione»: così si esprime il vice sindaco nel comunicato ufficiale inviato agli organi di informazione dall’ufficio stampa del Comune dopo che il “Tirreno” aveva trovato la comunicazione di Nieri tra gli allegati alla relazione dell’ispettore del ministero delle finanze. Romanini, dunque, sapeva ma non ha trasmesso la comunicazione ai consiglieri comunali che l’assestamento di bilancio avrebbero poi votato a fine novembre. Perché la lettera di Nieri, spiega il vice sindaco, facendo riferimento al Dpr 445 del 2000 , non era protocollata. Peccato solo che non lo fosse - basta leggere lo stesso Dpr - poiché compresa tra gli atti interni di preparazione esclusi da protocollo.

«Posso anche aver sbagliato - dichiarava al telefono con il “Tirreno” il vice sindaco la mattina di Ferragosto (lo stesso del post su Facebook) - ma si tratta di formalismi...La politica è un’altra cosa...». Eppure il voto sul bilancio è l’espressione massima del lavoro dei consiglieri comunali ai quali il presidente del consiglio è obbligato a mettere a disposizione gli atti necessari allo svolgimento del loro compito di rappresentanti dei cittadini, democraticamente eletti. Con un “formalismo” che si chiama voto...

Sulla vicenda torna a intervenire Massimiliano Baldini, capogruppo del Movimento cittadini: «Il vice-sindaco, quando era presidente del consiglio, per sua stessa ammissione pubblica, alla vigilia del voto sugli assestamenti di bilancio non ha consegnato ai colleghi consiglieri documentazione inerente l'argomento e proveniente dal dirigente finanziario che segnalava lo stato di dissesto e la necessità di informare la Corte dei Conti! Romanini si è poi maldestramente difesa con motivazioni non giuridicamente vere, come evidenziato anche sulla stampa. Oppure pensa che una comunicazione rilevantissima per i consiglieri comunali che di lì a breve avrebbero dovuto votare gli equilibri di bilancio, poteva essere taciuta solo perché non protocollata ed anche a costo di inguaiare i colleghi che votarono in buona fede? Questa persona può continuare a rappresentare la città? A governarla?». (d.f.)

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