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Versilia

Romanini: sapevo del predissesto Ma ai consiglieri è stato nascosto

di Donatella Francesconi
Romanini: sapevo del predissesto Ma ai consiglieri è stato nascosto

Oggi assessore, all’epoca era presidente del consiglio comunale, ma non diffuse la comunicazione del ragioniere capo perché non era protocollata. Questo tipo di atti però sono esclusi dal protocollo

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VIAREGGIO. Chiara Romanini, nel novembre 2013 - quando era presidente del consiglio comunale ebbe tra le mani la lettera dell’allora ragioniere capo del Comune. Maurizio Nieri, che indicava chiaramente come fosse aperta la strada verso il dissesto. Lo conferma una nota diffusa ieri da Romanini, oggi vice sindaco. Nella quale si legge: «Ricevetti la lettera datata 18 novembre 2013 dell'allora dirigente dell’area Risorse finanziarie, dottor Maurizio Nieri». Tra i compiti del presidente del consiglio comunale - così dispone il Decreto legislativo numero 267 del 18 agosto 2009 (articolo 30) - quello di «assicurare una adeguata e preventiva informazione ai gruppi consiliari ed ai singoli consiglieri sulle questioni sottoposte al consiglio». E non c’è materia sulla quale il consiglio sia più sovrano di tutto ciò che è bilancio. Eppure i consiglieri comunali dell’amministrazione Betti non hanno mai ricevuto comunicazione alcuna in merito ai contenuti della lettera inviata dal ragioniere capo al presidente del consiglio comunale (e a sindaco, assessore alle finanze, segretario comunale, presidente dei revisori dei conti).

Nella nota diffusa ieri Romanini spiega cosa l’ha spinta a tenere per sè la comunicazione ricevuta il 20 novembre alle 13,30: «Era non protocollata ed in busta chiusa, modalità del tutto anomala per una missiva che poneva alcuni problemi in ordine al ripristino degli equilibri di bilancio 2013, a quel tempo in discussione, che furono risolti con l'assestamento di bilancio del dicembre del medesimo anno. Sottolineo infatti che esistono modalità formali di comunicazione all'interno della Pubblica amministrazione e che queste rappresentano un obbligo di legge ai sensi del Dpr 445 del 2000: inviare lettere non protocollate in busta chiusa rappresenta una vera e propria violazione di legge». Quindi, a detta dell’attuale vice sindaco, Maurizio Nieri avrebbe violato il Dpr 445/200. Il quale - all’articolo 53 - comprende, tra i documenti che non devono essere sottoposti a protocollo - diversamente da quanto afferma Romanini, citando la stessa normativa - anche «gli atti preparatori interni». Come quelli che “preparano”, appunto, un bilancio. Nel caso specifico l’assestamento che i consiglieri poi votarono.

Ma c’è di più. Nel verbale numero 26 dei revisori dei conti del Comune si legge che la comunicazione di Nieri, «ricevuta in busta chiusa», viene aperta in apertura di riunione. E «fa emergere un ulteriore squilibrio di competenza per circa 3 milioni e 190mila euro, che va ad aggiungersi a quello di 4 milioni e 384.580 euro, portando lo squilibrio di competenza 2013 a circa 7 milioni e 600mila euro». Cifra alla quale si sommano «le riserve espresse in ordine agli effetti e alle conseguenze dell’atto di transazione sottoscritto tra il Comune e “La Marina Viareggio Srl” di cui il Collegio non è informato». Il verbale dei revisori è da allarme rosso: Maurizio Nieri - scrivono - avrebbe già dovuto informare la Corte dei Conti, a norma dell’articolo 153 del Testo unico sugli Enti locali. Inoltre, «al momento (e cioè alle ore 15,45 di oggi, 26 novembre) - così il verbale - il Collegio dei revisori non dispone di alcuna proposta da parte dell’amministrazione in ordine all’assestamento del bilancio di previsione». Era forse questo che i consiglieri comunali non dovevano sapere?

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