Il Tirreno

Versilia

Festival Pucciniano Via il direttore e l’ufficio stampa

di Donatella Francesconi

Il nuovo statuto, mai reso pubblico, prevede la figura del sovrintendente. Tutte le funzioni nelle mani di Mazza

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TORRE DEL LAGO. Nuovo statuto per la Fondazione Festival pucciniano e addio direttore amministrativo. Adalgisa Mazza, presidente della Fondazione, esponente regionale del Partito democratico, salita all’ultimo tuffo sull’auto in corsa della campagna elettorale del sindaco Betti del quale è diventata fedelissima, dipendente della stessa Fondazione lirica, è destinata a diventare una sorte di sovrintendente con pieni poteri.

Il clima tra quinte e costumi, in riva al lago, si racconta sia più dal Cavalleria rusticana che da fil di fumo. Ed un indicatore è il fatto che del nuovo statuto, al vaglio della Regione, non si sappia quasi niente. In realtà lo abbiamo chiesto, ieri, all’assessore alla cultura Glauco Dal Pino. Il quale si è impegnato a contattare la presidente Mazza per dare una risposta al “Tirreno” e poi è scomparso senza dare risposte.

Quello che trapela, comunque, è che l’incarico di direttore amministrativo - da tempo nelle mani di Franco Moretti, al quale non c’è presidente che non abbia rinnovato il contratto - va a scadenza a fine 2015 e poi persona e ruolo lasciano le rive del lago caro a Giacomo Puccini.

Va peggio ad Alessandra Delle Fava, compagna di vita e lavoro di Moretti, ufficio stampa della Fondazione da molti anni, con incarichi anche in Fondazione Carnevale per un lungo periodo. A Delle Fave sarebbe stato annunciato - ai primi di giugno - che il suo contratto a fine stagione non sarebbe stato rinnovato. Salvo poi bandire una ricerca di personale stagionale con una gara a tutto campo, comprensiva anche di una figura per l’ufficio stampa. Chissà se a fine stagione Mazza vorrà presentare alla città, cui la Fondazione deve rendere conto, sia il nuovo statuto che le scelte in materia di personale...Intanto basterebbe capire che ne sarà del bilancio della Fondazione, approvato comprendendo anche i 650mila euro di contributo di un Comune che a breve potrebbe chiamare i propri consiglieri a votare il dissesto. Starà dunque in piedi il bilancio, anche alla luce di quell’opera di passaggio di beni dall’Ente pubblico alla Fondazione che ancora non convince i revisori dei conti del Comune, per mesi alla caccia della “pezze d’appoggio” per dimostrare la regolarità dell’operazione annunciata dalla Giunta Lunardini e mai portata termine?

Le risposte al conto degli incassi, in una stagione dal tempo ballerino, che ha visto qualche stroncatura di troppo per le opere messe in scena e uno scivolone che ha fatto il giro d’Italia sullo spettacolo di Bolle annullato per maltempo e non rimborsato, senza una parola della presidente Mazza.

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