Sicurezza
Come cambiano le feste dei bagni
Lo storico animatore Gianni: gavettoni e denunce sostituiti dalla zumba
VIAREGGIO. “Ferragosto cornetti e briosce…”, solfeggiava lo chansonnier Egisto Malfatti nella sua indimenticabile “Miriordo”. Adesso il giorno più atteso dell’estate si festeggia gustando un cocomero o lasciandosi contagiare dai balli di gruppo. E rispetto a dieci o venti anni fa la clientela degli stabilimenti balneari ha un ventaglio di offerte assai più ampio. Muzio Gianni, 56 anni, è uno degli storici animatori delle feste estive a Viareggio ed è convinto che usi e costumi - e non solo quelli da bagno… - non siano cambiati negativamente: «Ricordo che per anni, leggendo certe cronache sui giornali, Ferragosto era sinonimo di scontri causati da gavettoni e di scherzi finiti male. Poi qualcosa è cambiato: adesso i bagni organizzano attività rivolte a tutte le età, dalla classica cocomerata alla zumba fino agli sport di spiaggia dove i clienti si sfidano tra loro. Ognuno di loro ha differenziato la propria offerta». Per Gianni la rivoluzione copernicana è arrivata con i ragazzi del Brazebo. Quelli, per intenderci, che da dieci anni organizzano feste a tema sempre più partecipate al punto da dover traslocare dalla loro tenda al bagno Alhambra al Beach stadium al Muraglione: «L’aspetto più preponderante è certamente la loro grande capacità di coinvolgimento: non è più una festa che attira solamente i bagnanti della Darsena». Sembrano lontani i tempi dei dispettucci tra i singoli balneari, dove una telefonata alla Capitaneria di porto bastava per far spegnere la musica alla festa del bagno accanto in pieno giorno: «Sì, ormai quegli episodi appartengono al passato: bisogna fare sistema, unirsi e variegare l’offerta evitando i doppioni». E gli stabilimenti, in qualche modo, sembrano essersi adeguati ai tempi che cambiano: «Alcuni bagni portano avanti la tradizione della cena riservata alla clientela, anche alla vigilia di Ferragosto. Però in precedenza tavoli e sedie erano sistemati solamente nelle vicinanze del bar: ora si sono spostati anche sull’arenile. E certe feste che non sono tipicamente ferragostane, come la serata “Porte aperte per chi porta” con polenta e seppie al bagno Ester o il “Braciolina party” al bagno Ernesta, sono ormai consolidate. Io sono convinto che i bagni siano ancora un forte punto di aggregazione e che abbiano straordinarie potenzialità se opportunamente coinvolti: mi viene in mente il Carnevale estivo del 1996 in Darsena, dove le maschere a bordo dei carri erano gruppi di stabilimenti balneari che venivano addirittura da Lido e Marina». Cambiano le abitudini ma una certezza rimane: Gianni sarà uno dei mattatori del grande beach party in Darsena, a scatenarsi sul cubo con le sue mosse sinuose e la celebre battuta “Io non ballo: disegno».
Simone Pierotti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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