Sicurezza
Resta ancora muta la Campana della Memoria
L’opera di Cosci doveva essere collocata vicino all’Ossario Verona: spostarla non è semplice ma possiamo provarci
SANT’ANNA DI STAZZEMA. A Sant'Anna di Stazzema c'è un monumento che ha alle spalle una storia travagliata e ricca di polemiche e che, ancora oggi, non è propriamente al posto che gli sarebbe stato designato da chi l’ha progettato: si tratta della Campana della Memoria, la grande campana istoriata con 560 volti (rappresentanti simbolicamente le vittime di S.Anna) creata nel 2.000 dall'artista pietrasantino Romano Cosci su commissione di Angiolo Berretti, uno dei superstiti alla strage nazista che straziò il paesino versiliese il 12 agosto del '44. L'opera, del valore di circa 110 milioni di lire, si trova davanti alla chiesa della frazione stazzemese ma l'idea dei suoi realizzatori era altra: porla vicino al Monumento dell'Ossario in modo da far risuonare il suo rintocco nella vallata durante le celebrazioni per la memoria delle vittime.
«Mio marito prese l'iniziativa e iniziò a raccogliere in tutta la Versilia i soldi necessari per la realizzazione della campana - racconta Maria Bresciani, moglie del Beretti - perché voleva che ci fosse un monumento nato dai versiliesi che ricordasse il dolore della strage. L'idea piacque a tutti e in moltissimi contribuirono: abbiamo conservato tutte le ricevute, sia quelle per cifre più piccole sia quelle per cifre importanti; tra gli altri, mi ricordo distintamente il contributo dell’onorevole Carlo Carli, dell’allora sindaco Lorenzoni e anche dell'onorevole Fini. Eppure, dal 2000 ad oggi, ancora non è lì dove tutti noi avremmo voluto vederla e sentirla suonare».
Infatti l'opera del Cosci, una volta realizzata, iniziò un lento cammino che l'ha portata ovunque in Versilia: non soltanto nei luoghi della Versilia storica, ma anche a Camaiore, a Viareggio e addirittura presso l'Ospedale Unico a Lido.
Solo nel 2004, con l'amministrazione guidata dal sindaco Michele Silicani, il Comune di Stazzema accolse nel suo territorio la Campana della Memoria; eppure ad oggi il monumento (che ancora attende il primo rintocco) è nella piazza. «Non voglio fare polemica - precisa la signora Bresciani - ma possibile che ogni anno si porti un monumento nuovo per ricordare la strage, anche dalla Germania, e non si riesca a mettere a posto un'opera totalmente versiliese?».
I problemi però non sono pochi e la questione risulta particolarmente intricata. «La penso come la signora e suo marito - spiega l'ex sindaco Michele Silicani - ma portare una campana come quella all'Ossario non è cosa facile. Nel 2004 riuscii a portarla a S.Anna, mitigando tra chi era d'accordo e chi no e cercando di stemperare i dissapori. Di più che metterla in piazza, dove tutti possono ammirarla, però non riuscii a fare: c'è da capire che la zona dell'Ossario non è di competenza del Comune ma della Onor Caduti. Bisognerebbe dunque per prima cosa avere il loro permesso e poi spendere tra i 40 e 50mila euro per la costruzione di una struttura che possa reggerla in sicurezza».
«L'investimento che ci sarebbe da apportare è ingente e il Comune da solo non può sostenerlo - conferma il sindaco Maurizio Verona - comunque invito gli interessati a un'ubicazione migliore per la campana a confrontarsi, anche subito, con l'amministrazione in modo da giungere a una soluzione comune e iniziare un progetto».
Gabriele Buffoni
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