Sicurezza
L’ex assessore Caprili: sapevamo del predissesto
Ma l’allora presidente del consiglio Romanini non consegnò ai colleghi la comunicazione che era arrivata dal ragioniere capo Nieri
VIAREGGIO. “Consegnata da Piera in busta chiusa, presidente del consiglio comunale in data 20/11 ore 13,30”: così si legge sulla nota dell’allora ragioniere capo del Comune allegata alla relazione del ministero dell’economia. Dunque, Chiara Romanini - oggi vice sindaco, ma a novembre 2013 ancora presidente del consiglio comunale - ricevette la comunicazione che Maurizio Nieri destinava a sindaco, presidente del consiglio comunale, assessore alle finanze (all’epoca Alessandro Caprili), segretario comunale (era Fabrizio Petruzzi) e presidente dei revisori dei conti (Daniele Limberti). Come mai oggi l’assessore Lorenzo Bertoli, all’epoca consigliere comunale e presidente della commissione bilancio, debba ammettere a verbale di non essere mai stato al corrente di quella comunicazione resta un mistero che solo Chiara Romanini può sciogliere.
Intanto, a parlare è l’allora assessore al bilancio, Alessandro Caprili: «Si parlò con Nieri del suo sottolineare il necessario ricorso al riequilibrio, che significa predissesto...Ci mise al corrente di questa cosa. E la fecero propria anche i sindaci revisori...». Insomma, l’amministrazione Betti sapeva dove stava andando. «Si sapeva certamente - continua Caprili -: ma perché non ne sia stata data informativa ai consiglieri comunali proprio non lo so...Certo è che il presidente del consiglio comunale è garante dei propri consiglieri». Che, dunque, avrebbero tutti dovuto ricevere la comunicazione di Nieri. Nella quale si ricordava che «nel caso in cui, nel termine ultimo indicato, tale ripristino non dovesse avvenire si invita l'amministrazione a dare comunicazione in merito alla Sezione regionale di controllo dello Corte dei Conti».
Peraltro, a sindaco Betti appena insediato - il 26 giugno 2013 - Nieri così scriveva al primo cittadino ed all’assessore alle Finanze, Caprili: «La situazione di cassa, seppur migliorata nella seconda parte del 2012, è attualmente "critica e non risolvibile in breve termine, con il rischio sempre più pressante e preoccupante di azioni esecutive da parte di fornitori che ormai sono" scoperti" anche per importi significativi da lungo tempo».
Solo due le strade per risolvere la situazione, a parere di Nieri, un anno fa: «La prima sarebbe quella di un intervento di "tipo straordinario", come l'alienazione di parte del patrimonio pubblico, che però dovrebbe essere accantonata a costituire una sorta di avanzo vincolato, con effetto positivo sulle giacenze di cassa per gli importi riscossi o seguito delle stesse. La seconda sarebbe, invece, quella dell'effettivo accantonamento del fondo svalutazione crediti costituito anche secondo le vigenti normative che, non impegnato ma interamente finanziato, porterebbe un beneficio in termini di flussi finanziari».
Infine, il nodo partecipate: «Occorrerà iniziare un'attenta riflessione circa il controllo sulle società partecipate - scrive Nieri - per le quali dovrà essere completato entro l'anno il riallineamento delle partite contabili incrociate, con l'effettiva implementazione di un ufficio che, seppur inquadrato nell'area Risorse umane e finanziarie è ad oggi "una scatola vuota": il personale venne, infatti, trasferito nel mese di ottobre al Servizio sociale e da allora l'unico risposta ricevuta in merito è stata l'affidamento di un incarico all'esterno da parte del commissario prefettizio».
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