Il Tirreno

Versilia

Strage di Sant’Anna: entro un anno il processo in Germania

di Tiziano Baldi Galleni
Strage di Sant’Anna: entro un anno il processo in Germania

È la speranza dell’avvocato tedesco Gabriele Heinecke che rappresenta il superstite, nonché presidente dell’Associazione Martiri, Enrico Pieri

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SANT’ANNA DI STAZZEMA. Sarà forse alla Corte di Amburgo che finalmente, a settant’anni dall’Eccidio di Sant’Anna, si aprirà un processo anche in Germania contro i crimini del 12 agosto del ‘44. Perché secondo i giudici della Corte di Karlsruhe, che hanno annullato l’archiviazione delle indagini, «Gerhard Sommer, essendo capo di una delle compagnie, doveva sapere cosa stava succedendo a Sant’Anna». Lo ha spiegato Gabriele Heinecke, l’avvocatessa del superstite della strage Enrico Pieri, durante il convegno che si è svolto domenica 10 agosto al Museo della Resistenza di Sant’Anna di Stazzema. La speranza per lei è che «il processo prenda il via già dal prossimo anno».


Video di Tiziano Baldi Galleni

Tutti gli atti della tragica vicenda di Sant’Anna di Stazzema sono stati portati al tribunale di Amburgo. La città dove è residente l’ultima ex SS in vita coinvolta nelle indagini, Gerhard Sommer. Era lui il comandante della settima compagnia del II battaglione del 35° reggimento Grenadieren, facente parte della 16. SS - Panzergrenadier - Division “Reichsführer-SS” che la mattina di 70 anni fa salì a Sant’Anna.

Al convegno organizzato dall’Associazione Organo della Pace di Sant’Anna è intervenuto anche il procuratore della Procura di Roma Marco De Paolis, che all’epoca del processo era procuratore generale del tribunale militare di La Spezia dove si è celebrato il processo italiano alle Ss ritenute responsabili della strage. Processo conclusosi con 10 ergastoli.. «Si riapre una caso in Germania, che da noi si era già chiuso nel 2008 ma credo che sia molto significativo che avvenga anche in quel Paese – ha detto De Paolis - Siamo a nove anni della sentenza italiana e quindi al limite. Abbiamo richiesto l’esecuzione della pena già sei anni fa, all’epoca erano in vita 9 dei 10 condannati, invece oggi ne è rimasto solo uno e diventa difficile che possa scontare una pena».

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